Sempre e Comunque
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Rientrati tutti i Nazionali, manca il solo Pulgar

Il bicchiere è sempre mezzo pieno

A nessuno piace contemplare avvii disastrosi (i sei punti in dieci gare di Arrigoni o Delio Rossi), e va bene. Ma ora pare che anche il rallentare tra la sesta e l’undicesima curva sia un delitto. Ma quale Bologna avevano visto questi tifosi? S’erano immaginati la squadra in Champions a gennaio? Stavano già riempiendo gli spalti nel nuovo Dall’Ara con vista antistadio-centro commerciale?
Il Bologna di Destro, Dzemaili e Donsah, zeppo d’infortuni, con un portiere titolare fuori uso e l’unico attaccante di riferimento a mezzo regime, è una squadra da quattordicesimo posto, massimo tredici, dodici o undici a far miracoli. E questo, del resto, è l’obiettivo minimo societario per la stagione 2016/17. Semmai, queste undici giornate hanno mostrato potenzialità insperate, che avrebbero potuto issare il Bologna qualche scalino più in alto, se non fossero intervenuti marchiani errori dei 
singoli (esperti, vedi Gastaldello, e meno esperti, come Oikonomou e Masina). Ecco perché il quattordicesimo posto, sei punti sopra la zona retrocessione, a un terzo scarso del campionato, è un parziale da accogliere se non con entusiasmo, certo con assoluta serenità. Saputo ha chiesto un paio d’anni di stabilizzazione. Concediamoglieli di buon grado.
E chi continua a ripetere che a questa squadra servono i Gabbiadini, occorre ricordare che l’ultima assemblea dei soci ha liquidato un rosso da 32.6 milioni. Conoscendo la prudenza di Saputo a sporgersi su singole pedine di mercato, non accadrà mai che vengano spese cifre doppie per un attaccante. Semmai, accadrà il contrario sul 
fronte cessioni. Bisogna esser realisti e fiduciosi. Questa proprietà non andrà via facilmente prima di aver ripreso i suoi investimenti. E il traguardo, vista l’esposizione, è ancora lungi dal materializzarsi.

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