Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Il rischio calcolato di affidarsi solo a Destro

Che il Bologna abbia il miglior attaccante nella propria fascia di competitori, è un fatto indubitabile. Mattia Destro è, in potenza, l’unica punta da 16-17 reti nella classifica che va dal 20° al 14° posto. Affermando questo, però, si evidenzia già in controluce l’obiettivo stagionale: che non è, come aveva dettato Donadoni a fine stagione, il decimo posto, bensì – ben che vada – il quattordicesimo. Quattro posizioni di differenza, tra cinque o dieci anni, avranno la consistenza di una lanuzza, ma oggi segnano il passo tra ambizione e conservazione.
Dunque, agli occhi assetati d’un tifoso, la vita e la morte. Se il programma del Bologna è riabilitare Destro – ed economicamente non c’è alternativa – bisogna anche prevedere che questo viatico non sarà necessariamente pianeggiante. Destro va aspettato per natura, e la condanna all’attesa è quella di chi ancora non può intravedere diversivi.
In pratica, il Bologna s’è condannato alla Destro dipendenza ancor prima di riceverne effetti positivi. Su questo margine abita il rischio calcolato che si è assunto la dirigenza, aspettando tempi e budget di spesa migliori. Perché sperare in due gol in più da Donsah, Rizzo, Taider può essere una bella suggestione, ma non è coperta da garanzia alcuna. E che Krejčí, il sostituto naturale di Giaccherini, sia anche capace di ricalcarne la mole realizzativa è solo un generoso pronostico che concediamo a beneficio d’ottimismo.
O il Bologna torna ad essere la cooperativa del gol che conquistava la Serie A con Nervo capocannoniere, o sarà condannato a monitorare quotidianamente umore e fisico di Mattia Destro. Il rischio è accettabile, ma non meravigliamoci se a gennaio sarà necessario cercare sul mercato un altro Floccari.  

© Riproduzione Riservata