Rassegna stampa 03/07/2018

La fine di una dipendenza

Il calcio rimarrà lo sport più bello nei secoli perchè a qualsiasi livello si giochi è capace di smentire pronostici e di irridere chi ancora, anno domini 2017, usa la parola progetto. Il Bologna è stata una squadra costruita attorno all’acquisto di Mattia Destro: quasi dieci milioni alla Roma per assicurarsi l’attaccante di riferimento per un quinquennio (un volume di denaro da 27 milioni, compresi gli ingaggi lordi). Dopo due stagioni in ostaggio di questa convinzione, la terza sta svelando nuovi scenari. Il Bologna sopravvive anche senza Destro. O meglio: Destro è un attaccante che deve conquistarsi il posto come gli altri, invertendo così l’onere della prova: non sono i colleghi a dover dimostrare di esser più bravi di lui, ma lui che deve mostrarsi all’altezza dei colleghi. Ci sono voluti più di ventiquattro mesi, ma alla fine forse gli equivoci son giunti a una fine. A questo ragazzo, ormai uomo, non ha fatto bene la turris eburnea che gli è stata costruita sotto i piedi. Nulla ha giovato considerarlo l’unicum di questa squadra, l’eccezione (anche nell’ingaggio, superiore di un milione al secondo giocatore più pagato in rosa).
E noi, umili cronisti, possiamo finalmente affrancarci dalla lettera scarlatta che ci veniva affissa al petto quando s’osava contestare il criterio con cui Destro era stato messo a fare gara da solo. La vera eresia, invece, era non vedere nessuna alternativa. Ma l’arrivo di Palacio, il primo attaccante completo capitato da queste parti dai tempi di Di Vaio, ha sovvertito l’ordine. Palacio ha imposto un modo di interpretare la partita che prescinde dai gol fatti: coi suoi recuperi da terzino ha mostrato, a Destro e a tutti i colleghi di Serie A, come si gioca a calcio nel 2017. E l’energia positiva che ne è nata sembra aver contagiato tutti. Nelle quattro partite in cui il Bologna ha fatto punti, quattro sono stati i diversi marcatori (Di Francesco, Donsah, Verdi e Okwonkwo). Cosa significa? Che ad un certo momento, in questo spogliatoio, ci si è resi conto che non ci si può più affidare a un uomo solo. Con il gol di Okwonkwo è finita simbolicamente l’egemonia di Destro. Un’egemonia imposta, che forse lui stesso non avrebbe voluto. Ma che di sicuro gli ha fatto più male che bene.

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