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Il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini

La rivoluzione alle porte

Per sostituire un peso massimo come Pantaleo Corvino, Walter Sabatini sembra il nome più idoneo. L’ex direttore sportivo della Roma porterebbe con sé un signficato di rilancio, il puntare inequivocabilmente più in alto, alzare l’asticella, come s’usa dire. A Walter Sabatini non si propone infatti un progetto sportivo senza budget. Non si dice, insomma, “vieni a Bologna, che cominciamo ad investire tra due anni”. Ecco perché Sabatini, in sé, sarebbe già una garanzia ancor prima che si insedi a Bologna, ringraziando nell’attesa Corvino per aver conseguito tutti i risultati sportivi che gli erano stati chiesti. La bella notizia è che Sabatini, contrariamente a quanto si credeva all’inizio, non ha negato il suo piacere per esser stato accostato al Bologna. Anzi, agli amici ha detto di preferire un progetto simile allo scranno di una grande società europea.
Se è vero, bisogna cominciare ad esser felici. Ma se non fosse vero, cioè se l’interesse del Bologna per Sabatini non fosse così caldo – detto che la buona disponibilità di Sabatini è un dato certo, scritto anche in un articolo di Marrese su Repubblica – allora sorgerebbero altre domande sul futuro dell’area tecnica. Per esempio: esiste in questo momento in Italia una figura pari a Corvino, tolto Sabatini? Se sì, quale? E ancora: esiste la possiblità che Sabatini accetti un ruolo da diesse con portafoglio limitato, visti i grandi investimenti già stanziati da Saputo nella precedente campagna estiva? Gli interrogativi sono aperti al vostro giudizio.
Quel che qui ci spingiamo a pronosticare è che, Sabatini o non Sabatini, il Bologna abbia – con l’ormai imminente addio di Corvino – scelto di non proseguire sul solco tecnico aperto tredici mesi fa. E che dunque anche alcuni dei principali attori della campagna acquisti di Corvino potrebbero essere presto accantonati, o non confermati. Del resto, sarebbe economicamente impensabile sperare che Saputo per la seconda estate consecutiva metta sul piatto del mercato altri trenta milioni, senza prima averne incamerati un po’ dalle cessioni o dal contenimento delle spese. Se non era eretico pensare a tutto questo con Corvino presente, figurarsi dopo il suo addio.
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