La Serie A è già un torneo finito, il mercato non sposterà gli equilibri

La Serie A è già un torneo finito, il mercato non sposterà gli equilibri

Il 2016 nostrano si chiude in anticipo con 10 vittorie e 15 sconfitte. In mezzo, 13 pareggi di varia natura. Da quello esaltante con la Juventus a quello deprimente con l’Empoli (ma ce ne sarebbero molti altri, di questa natura). In definitiva, il Bologna ha viaggiato su velocità medie da salvezza garantita in ogni campionato, persino in quello del 2004-05, che costò spareggio e retrocessione con 42 punti finali. La vittoria di Pescara, legittimata da un’inenarrabile pochezza dell’avversario (mai visti, nemmeno ai tornei di scacchi, 10 giocatori fermi ad attendere le mosse altrui), conferma ciò che sapevamo dalla quarta o quinta giornata: la Serie A è già un torneo finito, con un vincitore (la Juventus) e tre retrocesse (le attuali) per manifesta inferiorità. Dell’immutabilita’ dei destini di questa fiction di torneo si sono accorti per primi i presidenti, che guarda caso quest’anno esonerano meno di ogni altra stagione, perché non avrebbe senso cercare di cambiare le cose in un agone già azzerato nelle sue possibilità di competizione.
Questa tendenza si ripercuotera’ anche sul mercato invernale. L’antifona si è capita: spendere a gennaio non giova a nessuno, aggrava i bilanci e produce si e no lievissimi aggiustamenti di classifica, da scontare l’anno successivo con rose più ponderose e ingaggi difficilmente smaltibili. Mettendoci per un attimo nei silenziosi panni di Saputo, ragioneremmo alla stessa maniera: che senso avrebbe stanziare anche solo tre milioni da qui al 31 gennaio, quando la certezza di restare in Serie A è già garantita? Nessuno spenderebbe questa o cifre inferiori per tentare una donchisciottesca rincorsa ai mulini del decimo posto. Ecco perché da gennaio sarebbe più lecito attendersi una cessione di un ingresso illustre. Con buona pace degli entusiasmi traditi e delle ambizioni deluse. Aver vinto a Pescara ovviamente rinfranca cuore e classifica. Ma per il mercato di gennaio, com’era prevedibile, sarà la pietra tombale. Considerando i precedenti,  vicini e lontani, meglio ma molto meglio così.

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