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Rassegna stampa 08/05/2018

La settimana delle buone notizie

Di squadre che vincono la prima e poi retrocedono è piena la storia. Il Bari del 2010-2011 sconfisse subito la Juventus, per poi scivolare in B virtualmente già a febbraio. Il Bologna stesso, con la vittoria di San Siro di due anni prima, non si cautelò dalla retrocessione se non all’ultima giornata. Ciò premesso, la vittoria col Crotone ha una rilevanza ben superiore ai tre punti che porta. Primo, perché il Bologna dell’anno scorso un misero successo riuscì ad ottenerlo nell’arco di otto giornate. Secondo, perché ha mostrato la prima candidata sicura alla retrocessione. Terzo, perché una prova convincente nella settimana in cui s’è parlato solo di Balotelli è una risposta che va accolta con giubilo.
E qui veniamo al punto. L’intiepidirsi della causa balotelliana in seno alla società è una notizia che consola. Bologna non può essere più il ricovero di campioni decaduti. Lo è stato, ha fatto bene il suo compito, ne ha goduto gli effetti, ma ora basta. Il futuro è la fabbricazione, non la rieducazione. E la contemporanea cessione di Diawara lo dimostra: l’avvenire si costruisce incamerando quindici milioni di plusvalenza, non spendendone quattro per l’ingaggio di un calciatore che a fine stagione sarebbe andato comunque verso altri lidi.
Ciò non significa, ovviamente, che non ci sia bisogno di un attaccante. E ciò, ancor di più, non comporta che l’attaccante giusto sia necessariamente Sadiq. Ma di sicuro non sarebbe stato Balotelli, in una squadra che ha già ragionevoli certezze di potersi salvare, senza dover/poter ambire a piazzamenti europei, utopistici finché non verrà risolta la questione stadio.
E se proprio bisognerà tornare ad essere il ricovero dorato per campioni debilitati, facciamo in modo di accogliere i nuovi Di Vaio e Signori, gente che firmava i rinnovi in bianco e non aveva bisogno di superprocuratori per imbastire una trattativa e scegliere la squadra in cui avrebbero chiuso la carriera.

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