Leader cercasi (e non silente)

Leader cercasi (e non silente)

Siccome il Bologna nelle ultime due stagioni ha perso, numeri alla mano, una partita su due, al prossimo leader della squadra si chiede una santa prerogativa: quella di fare l’esatto opposto dei suoi recenti predecessori (ammesso che ce ne siano stati) nella gestione delle sconfitte. Il Bologna della passata edizione ha conosciuto una sola forte autocritica, alla penultima giornata di campionato. Ecco: De Maio, Gonzalez e chi altri avrà il piacere di passare da queste parti, sappiate che non si fa così. Quando si perde, e soprattutto se questo accade con una certa ricorrenza, occorre offrire il faccione agli onori delle telecamere, comporre proposizioni sensate, non rifugiarsi nel frasario delle banalità. L’invito è esteso anche alla dirigenza, che lo scorso anno ha più evitato che offerto confronti sui risultati.
L’onestà preventiva paga sempre: se si ammette subito che sarà un altro anno di piccole rinunce, e se si compensa questo modesto orizzonte con attività che ritemprino orgoglio, conoscenza e amore per la storia (non affidandosi all’isolata iniziativa di qualche club), ecco che forse i 42 punti che si prospettano anche per la prossima stagione potranno essere vissuti con meno insofferenza. Nessuno, par di capire dal contesto in cui viviamo, ha mai accampato pretese lunari per il prossimo calciomercato. Non è mai esistito, forse, un clima così placido, per non dire acquiescente. Ne approfittino, Saputo e il suo gruppo di lavoro. Ma non lo cavalchino. Perché il ‘tutto è concesso’, come s’è visto nell’ultimo anno, è il terreno ideale per non far crescere leader, ma una pletora di onesti e incolori pedatori, che chiedono scusa quando ormai è troppo tardi.

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