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Rassegna stampa 16/05/2018

Ma Bologna è pronta per Balotelli?

L’ultima volta in cui Balotelli ha giocato in una squadra terrena correva l’anno 2006, il mondo era ignaro della crisi economica che lo avrebbe investito da lì a due anni, Bush governava alla Casa Bianca, Prodi batteva Berlusconi alle politiche, nel Bologna giocava Lamberto Zauli. Dal Lumezzane in poi (due apparizioni-due), Mario Balotelli ha orbitato soltanto tra Inter, Milan, Liverpool e Manchester City. Scaduto quanto vi pare, ma questo è giocatore che non ha mai conosciuto spogliatoi abitati da Rizzo, Morleo e altri onesti ordinari lavoratori della pedata.
Il suo mondo è sempre stato tarato sull’abnorme, il ciclopico è stata la sua unità di misura, l’eccedente il terreno più congeniale. E oggi, a 26 anni compiuti, il meteorite Balotelli (per non dire ancora meteora) ha cozzato sul pianeta Normalità, arrivando persino a constatare la difficoltà di trovare una fidanzata (forse voleva dire: una squadra).
Le operazioni di salvataggio carriere perdute a Bologna son riuscite quasi sempre con successo: Baggio, Signori, Di Vaio, in qualche misura Gilardino, Giaccherini. Tutti profili assimilabili tra loro, con un percorso pregresso piuttosto coerente e chiare aspettative dal futuro. Cosa cerca esattamente Balotelli? Tornare a giocare, sarebbe dire una banalità. Tutti i calciatori devono farlo. Parlando di lui, invece, si ha l’impressione che la volontà sia quella di mostrare al mondo un percorso compiuto di redenzione e che l’urgenza comunicativa sia anzitutto quella di esclamare: “Avete visto? Sono cambiato”. Solo che per farlo Mario Balotelli dovrebbe disconoscere i presupposti che ne hanno sorretto fin qui la sua pur notevole carriera: ingaggi siderali, attenzioni ad personam, allenatori-garanti, squadre autosufficienti e indipendenti dai suoi alti-bassi. Il versante economico ci preoccupa relativamente. Quello ambientale rappresenta invece la parte più interessante.
Con la proverbiale impazienza che caratterizza la piazza, preceduta da rapidissimi innamoramenti che spagliano di solito nell’aperta ostilità, dubito che Balotelli abbia a disposizione parecchie giornate di bonus per metter radici in serenità. La presunta accoglienza bolognese (basta passeggiare in centro, o parlare un po’ dentro noi stessi, per smentirla con facilità) sarebbe insomma messa a dura prova ogni domenica.
E quindi il punto non è solo se Balotelli sia pronto a rimettersi in gioco. Occorre anche chiedersi: quanto Bologna è disposta a indulgere nei suoi confronti? È un patto tra gentiluomini. Se uno dei due ha bleffato, saran dolori per tutti.

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