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Domenico Maietta (foto: Damiano Fiorentini)

Mai scordarsi che il Bologna giocherà per il decimo posto

Ogni estate ha il suo Walter Sabatini che non arriva. Lo scorso anno fu Quintero, quello prima Zeman, e prima ancora Santa Cruz. «Sento nomi roboanti…» diceva Donadoni dieci giorni fa, pur avendo parlato proprio con Sabatini, e proprio da questi informato che la strada per il matrimonio col Bologna sarebbe stata seducente, ma complicata.
Per evitare la depressione da nozze sfumate a due gradini dall’altare bisogna allora ricordare che nei programmi societari il Bologna dovrà lottare, ben che vada, per il decimo posto. Ben che vada, perché quello è il traguardo fissato suis verbis da Donadoni, e come si sa ciò che dicono gli allenatori è sempre qualche misura più di quello che si prefigge una società ad inizio anno (ricordarsi del celebre “alziamo l’asticella” di Stefano Pioli, l’estate prima della retrocessione). Decimo posto significa direttore sportivo da decimo posto, mercato da decimo posto, investimenti da decimo posto.
Da qui ai prossimi due-tre anni, il memento di ogni tifoso dovrà essere lo stadio, non la classifica finale. Ricordarselo eviterà inutili velleità da ottavo posto (quello che Maietta indicava come obiettivo non più tardi del 6 marzo scorso), fatui calcoli sulla fattibilità dell’Europa League (da giocarsi a Ferrara o a Modena?), precoci rincorse di grandeur. Il Bologna di Sabatini è una proiezione del futuro, quando la società sarà strutturata, non avrà bisogno di cambiare tre allenatori da maggio 2015 a maggio 2016 e due direttori sportivi a cavallo di altrettante stagioni. Per questo, poco male se non arriva subito Sabatini. E ben venga se chi verrà al suo posto avrà la credibilità per non farsi etichettare come opzione b, che è il rischio più grosso quando si corteggia Miss Mondo per poi uscire a cena con Miss Padania.
Meno aspettative, e anche quest’ultima, collocata nella giusta prospettiva, potrà avere ottimi argomenti. Mai scordarsi che il prossimo anno il Bologna dovrà giocare (solo) per salire dal quattordicesimo al decimo posto.

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