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Se Masina vale davvero così tanto, vendiamolo

Se Masina vale davvero così tanto, vendiamolo

La vittoria di Verona rende più solide due impressioni di questo primo terzo di campionato: il Bologna è moderatamente più forte dell’anno scorso; le rivali accreditate alla retrocessione sono già due, ma la terza ancora non è stata individuata. Rispetto all’anno passato, quando le tre designate si erano già appese al collo la sentenza (ma poi il Crotone seppe passarla all’Empoli in extremis), il campionato è leggermente più competitivo. E basta poco per basculare rapidi dal nono posto che vale la simil-gloria al tredicesimo che odora di mediocre déjà-vu. Vincere con due giovanotti africani a Verona, in passato una delle piazze più ululanti d’Italia, è un bel paradosso che consegniamo volentieri ai pochi che discernono ancora il mondo del calcio secondo il colore della pelle, in un’epoca in cui, peraltro, Donsah parla quasi tre lingue e noi a stento una sola. Vincere con due tiri in porta nel secondo tempo, ovvero due gol, è invece un limite che Donadoni dovrà colmare. Non si può sperare di sfangarla sempre così. Capita una volta contro avversari generosi ma mediocri, non potrà capitare col Milan o con la Sampdoria.
E poi c’è il caso Masina: come abbiamo distribuito anatemi su Destro, sul suo milione e otto legittimamente guadagnato (sebbene esagerato, alla luce dei gol prodotti), oggi è il turno di questo giovane virgulto autoctono, mai così distante tra l’apprezzamento esterno degli operatori del settore e la considerazione locale. Se vale davvero così tanto come si dice, o come hanno fatto intendere Napoli e altre squadre all’estero, vendiamolo. È evidente che qui a Bologna ha esaurito il suo compito. Qui è nato, è cresciuto, s’è impratichito nella massima serie, ma ora ha bisogno di un ambiente neutro – né migliore né peggiore di questo – per ricrearsi, per ritrovarsi, per non sentire nelle orecchie il solito ritornello che inevitabilmente, dopo ogni salto mancato sul Caceres di turno, gli verrà propinato. Forse a Bergamo sono più bravi perché i Masina non solo li producono, ma li sanno vendere per tempo. Cerchiamo di fare come loro, per il bene di tutti.

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