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Rassegna stampa 16/04/2017

Quando la pazienza è una virtù

Bologna-Trapani, in Serie B, valse il primo posto in classifica e fu vista da 15.180 spettatori. Bologna-Trapani, in Coppa Italia il 12 agosto, è stata oggetto d’attenzione per 12.000.
Più che l’effimera soddisfazione per il passaggio di turno in una coppa morta e sepolta nella sua formula premia-grandi, chi ama il Bologna deve ripartire da questo dato di pubblico. Perché è qui che si consolida il futuro di Joey Saputo in città.
Come sempre qui ripetiamo, due sono le condizioni per tenere il canadese ancorato al suo business italiano: il pubblico e le istituzioni. A queste ultime è deputata la semplificazione dei suoi progetti, agli altri la conseguente adesione. Di null’altro c’è bisogno in questo momento di transizione, un momento destinato a durare due-tre anni almeno, e forse più, in attesa di diventare squadra di proporzioni e infrastrutture europee.
Esserci, riempire lo stadio, anche durante questa lunga anticamera, è il modo migliore per accompagnare lo sviluppo del club e per goderne i frutti quando saranno maturi. Esserci, oggi, significa maturare anche come pubblico, per non ripetere più i beceri errori di fine anni Novanta, quando la parte più rumorosa della piazza contestava il presidente della semifinale di Coppa Uefa, lo stesso che cinque anni prima aveva sventato la possibilità del fallimento in Serie C.
Per questo Bologna-Trapani, oltre l’inutile risultato in una competizione scaduta ai minimi storici, ha un’importanza diversa. Abitua il pubblico alla bellezza della contemplazione dei lavori in corso, al loro lento progredire. Esercita alla pazienza. La stessa che, con cieco vaneggiare, venne meno all’ignoto che scrisse “Gazzoni pluma” su una curva tra Fanano e Sestola. Gazzoni, in quei mesi, aveva speso 45 miliardi per Cruz e Locatelli.

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