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Niente Bologna-Chievo per Saputo, il patron bloccato da un impegno di lavoro

Quattro domande per un benservito

In filigrana, la gestione mediatica dell’affaire Saputo-Corvino svela un potente anticipo di ciò che sarà il Bologna (forse il calcio) del futuro. A fine giornata, dopo aver cortesemente annunciato di non voler parlare pubblicamente, Saputo rilascia un’autointervista sul sito ufficiale, in cui per la prima volta esplicita le gerarchie societarie. Quattro domande, quattro risposte, con una patina di contraddittorio che emerge soprattutto nell’ultimo passaggio: «Non era Donadoni l’unico ‘tema caldo’ di questi giorni. Ha parlato anche con Corvino?». «Sì ‒ dice Saputo ‒, ho parlato anche con lui, come faccio sempre quando vengo in Italia».
Il Bologna, insomma, capisce che il tema Corvino scotta e previene tutti facendo favellare Saputo nella forma dell’intervista. Era l’unico modo per uscire dall’imbarazzo. Ogni comunicato sulla permanenza di Corvino, infatti, sarebbe apparso come una excusatio non petita; ogni silenzio, un alimentare ancora dubbi. In questo modo, Saputo e il Bologna hanno anche mostrato come sarà il teatrino del calcio tra dieci anni: una produzione di contenuti autonoma, che passerà direttamente dal club alla spettabile platea, senza il filtro dei media. Ecco perché, in periodi come questi, chi ancora acquista un giornale, chi ancora profonde energie per fornire un’informazione diversa dai repetita e dai copia-incolla del Web, chi ancora fa tutto questo assume un’importanza maggiore di prima.
Chi vuole accontentarsi delle interviste ufficiali autoprodotte, faccia pure. Ma sono proprio queste, oggi, a svelare la difficoltà del Bologna a gestire l’uscita di Corvino, esattamente come ai tempi di Tacopina. Ma se per il presidente americano la situazione era già chiara fin dall’inizio, i problemi verranno quando ci sarà da spiegare perché questa società ha deciso di rinunciare ad un direttore sportivo che ha raggiunto tutti gli obiettivi stabiliti, persino in anticipo. Forse, in quel caso, non basteranno più quattro domande e quattro risposte.
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