Rassegna stampa 04/07/2017

Serve voglia di vincere, anche sul campo

L’invidiabile potere dei soldi è quello di accorciare i tempi e di vivere subito quello che ai comuni mortali è lecito sperare in cinque-sei generazioni. Il tifoso del Bologna, digiuno di soddisfazioni da cinquant’anni (anche perché, in questo tempo, solo un presidente con spirito civico e amore per la propria città ha deciso di mettersi all’opera), ha avuto il raro privilegio di veder legato il destino della propria passione a un uomo che non ha bisogno di quelle cinque-sei generazioni. Gli effetti sono visibili: in pochi mesi, lo stadio Dall’Ara ha goduto della più importante riqualificazione dal 1990; il centro tecnico è più che raddoppiato; sul tavolo è imminente un progetto per ricostruire un Dall’Ara moderno. La retorica contemporanea spiega ogni giorno che è impossibile ambire a grandi traguardi senza strutture di proprietà, e cita l’esempio di Juventus e Udinese. Sono spunti edificanti, ma spesso ci si dimentica che la Juventus vinceva, e molto più di oggi, anche quando giocava nel tetro Delle Alpi e l’Udinese continua a non vincere anche nell’attrezzatissima Dacia Arena.
Ambizione e vittoria continueranno infatti ad essere esclusiva prerogativa di denaro e volontà. O, se volete, del mecenatismo, come era a tutti gli effetti la presidenza Gazzoni. Eliminato il sospetto di avere di fronte un mecenate, oggi dobbiamo sperare di avere a che fare con un presidente bramoso di vincere. Ma anche qui la retorica ha fatto incrostare il nostro immaginario su concetti antichi. Vincere, oggi, è un’idea quantomeno puerile. L’ottavo scudetto, nei prossimi vent’anni o trenta, sarà solo quello che eventualmente un buon avvocato dello sport potrà restituite al Bologna nel campionato in cui non venne assegnato (per colpa del bolognese Arpinati). E oggettivamente ai nostri bei dì, nessuno si illude che possa accadere qualcosa di simile al Leicester. Vincere, nel nostro linguaggio, è diventato sinonimo di divertimento, di domenica spesa bene allo stadio o in trasferta, di sentimenti densi suscitati da personaggi positivi, di idee condivise che volino più alto di qualche scaramuccia. Buon lavoro a tutti.

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