Saputo:

Un bagno di realtà

Se le squadre venissero allestite con una ratio teatrale – avendo cioè cura di offrire un bel prodotto, oltre che un risultato minimo per sopravvivere fino al campionato successivo – forse non assisteremmo più a scempi come quello di sabato scorso col Cittadella. E invece il calcio, anche qui a Bologna, insegue sempre le sue logiche di sopravvivenza: se l’obiettivo è la salvezza, non sperate di vedere bel gioco e dignità sportiva. La sbobba dei 40 punti ha in sé l’indecorosità, è matematico. Chissà poi per quale motivo. Ben più grave di questo, in ogni caso, è non chiedere scusa alla propria clientela. Poiché il calcio, e il Bologna non fa eccezione, vuol assomigliare sempre più a una grande azienda dotata di customer caring, beh, occasioni come Bologna-Cittadella 0-3 sono perfette per testare la validità di questi intenti. Nessuno, invece, s’è fatto avanti con quella magica paroletta di cinque lettere e due sillabe, chiamata “scusa”. Di scuse, invece, ne abbiamo continuate a sentire a profusione: il calcio d’agosto, la mancanza di determinazione (oh sì, che bella tautologia), l’espulsione precoce di Verdi e quant’altro di assortito.
Raddoppiata così l’indegnità, ci avviciniamo a questo debutto carichi di sentimenti bipolari: da un lato i duri e puri dell’abbonamento, che si tuffano nell’oceano con la cieca fiducia che muove le migrazioni dei pinguini, e vanno lodati, perché senza di loro lo show altro che must go on; dall’altro uno scetticismo sempre più allargato in base e in altezza, come testimoniano le condivisibili prese di posizione del Centro Bologna Clubs. La propensione al credito illimitato verso questa proprietà ha un ultimo baluardo, prima di crollare: quel baluardo è la dirigenza. Per chi è sempre a caccia di un colpevole, attaccare i reggenti sarà il mestiere più facile. Ma non dimentichiamo, prima d’inaugurare la caccia a streghe e streghette, che le decisioni ultime in ogni società sono di un capo solo. La pia illusione che Saputo voli così alto da ignorare le vicende nostrane può far comodo per continuare ad alimentare o preservare chissà quali sogni di gloria. Ma Saputo è fatto di carne, ossa, soldi ed errori, come tutti i suoi gloriosi colleghi padroni e presidenti, sebbene in percentuali diverse. Scoprire, a trenta mesi dal suo insediamento, che la sua costituzione è pura natura umana, e non divina, può far bene a tutti. Un frigidarium di realtà ha sempre restituito persone più solide e pronte alla vita. Figurarsi allo sport.

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