Vincere a Milano per dire basta alla mediocrità

Vincere a Milano per dire basta alla mediocrità

Vincere a Milano col Milan più modesto degli ultimi dieci anni può davvero far svoltare campionato al Bologna? No, ma certo è l’occasione migliore per chiuderla con un biennio di resa incondizionata al diritto del più forte. I complessi di inferiorità sono il veleno che intorpidisce il tifo, il deterrente più efficace all’uscita domenicale, la scusa più inoppugnabile per essere fatalisti. Sono il carburante degli obiettivi risicati, dei “quaranta punti poi ci divertiamo”, del “facciamo un punto in più della passata stagione”, e ancora del mantra “miglioriamo un po’ di anno in anno”. No, per costruire una squadra vincente si deve cominciare a vincere sempre, anche fuori casa, anche con chi si presenta da nobile decaduta.
Non esiste un valido motivo per non sperare di vincere domani sera. Come non esiste un ostacolo formale nella partita successiva con la Juventus. Se la squadra comincia ad aumentare le ambizioni dimostrandolo sul campo forse diventerà più ambiziosa anche la società. E, forse, la prossima estate non ci verrà propinata la solita pappetta omogeneizzata, che ci fa vedere l’Eden al decimo posto, e non più in là. Ribelliamoci a questa mediocrità. Vincere domani a San Siro, in uno scontro diretto tra pari grado, può essere l’inizio di una rivoluzione.

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