Autunno

Autunno

Autunno, si sta come sugli alberi le foglie.
Tre volte in vantaggio e tre volte ripresi, questo il motivo per il quale il nostro umore tende al ribasso.
E’ una banalità ma se avessimo riacciuffato noi quelle partite adesso saremmo molto più euforici parlando di una squadra che non molla mai e che ha conquistato punti difficili anche senza il suo bomber.
Del resto il calcio è sempre stato così, e all’umor non si comanda.
In realtà se guardiamo le prestazioni di questo inizio anno, siamo in crescita costante, almeno di personalità, ed è un vero paradosso questo. A Verona Pulgar ha dimostrato di poter entrare nelle rotazioni e sono certo che anche Viviani potrà dare un contributo a centrocampo che mi pare il reparto decisamente più blindato. In questo momento stiamo scontando, oltre all’assenza di Destro ed un pizzico di fortuna, anche un calo di Krejci e le ansie di una difesa che ancora non ha trovato l’assetto di serenità fatta eccezione per quel mito sempiterno di Angelone Da Costa.
L’infortunio di Maietta riporta la responsabilità su Marios, fin qui traballante, ed Helander, che si giocano una possibilità importante per costruirsi un pezzettino di carriera.
Il Bologna però, piace.
Il vero punto da chiarire è se la tenuta atletica, sempre in calo a metà ripresa, è controllata o meno. Mi spiego: vedere il Chievo, i cui giocatori mediamente alloggiano in un gerontocomio, correre più di noi negli ultimi venti minuti ha confermato l’impressione che tutti avevamo avuto nelle partite precedenti e cioè che il Bologna va in affanno. Tutto normale se è l’effetto di una preparazione che ci darà vantaggi futuri, meno normale se siamo vicini al top della condizione.
In Bologna però, come dicevo, piace.
I ragazzi mettono cuore e capacità, il mister gli ha dato un gioco e quelle sicurezze che aiutano a provare a sbrigarsela su ogni campo.
L’intervista a doppia pagina di Saputo di oggi è una manna dal cielo per chi ogni tanto si dimentica quali erano le premesse e le promesse iniziali.
Joey non molla, rilancia, vuole un Dall’Ara efficiente, vuole incidere nel e sul calcio italiano e continua a porsi ad ogni interlocutore con il tono pacato e determinato di chi non ha bisogno di urlare, sbraitare, attirare attenzione.
E’ una grande occasione per tutti, speriamo la raccolgano.
Intanto arriva al Dall’Ara la Fiorentina per il derby dell’Appennino meno scontato degli ultimi anni, perché davvero possiamo giocarcela con tutti. Dovremo mascherare qualche acciacco, ma la partita di domani è l’occasione buona per lanciare l’euforia all’inseguimento di una parte sinistra della classifica nella quale vorrei stare il prima possibile.
Ci sarà da soffrire.
Domenica, si sta come sugli spalti i tifosi.
(Anche se è sabato).

Forza ragazzi, forza Bologna, sempre.

Bente

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