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Barabba o Donadoni?

Barabba o Donadoni?

Dopo la sconfitta con la Roma (e già da un po’ a dire il vero) si delinea sempre di più il colpevole di tutti i mali scelto dalla folla: Donadoni. Se domani Pilato presentasse lui e Barabba al popolo temo che Barabba si salverebbe ancora.
Io ho numerosi motivi per pensare che Donadoni non stia facendo un buon lavoro, dubito però che sia lui la causa di tutti i mali. La squadra non ha un gioco, non ha mordente, non ha risultati e non mi pare che ci siano grandi appigli per esentare il tecnico da qualsiasi responsabilità. Però noto una cosa: con il suo fare mesto ripete da circa un anno che bisogna avere più consapevolezza nei propri mezzi, bisogna essere più cinici, bisogna crederci di più Traduco per i meno educati del mister: bisogna tirare fuori i maroni, bisogna essere uomini, bisogna tenerci ed avere dignità ed amor proprio.
È l’unico in società a sussurrare tutto questo, gli altri fanno a gara a fissare obiettivi ridicoli per essere sicuri di non fallirli. Rischiando poi di fallire anche quelli, colmo dei colmi.
Bigon dopo la partita di domenica ha tirato fuori la classifica dei cross.
Fenucci getta acqua sulle ceneri dell’entusiasmo promettendo cilicio anche nel futuro.
Di Vaio tace.
Il capitano, Gastaldello, loda l’atteggiamento della squadra.
Ora, io credo che Donadoni sia un buon allenatore o quantomeno un allenatore normale, mi ricordo ancora che abbiamo passato la primavera scorsa a implorarlo di rifiutare Milan prima e Nazionale poi, e credo anche che per gli allenatori spesso si creino delle condizioni perfette o perfettamente malvagie.
Ho l’impressione che il mister non abbia retto la solitudine nel motivare la sua squadra in mezzo ad una pletora di dichiarazioni al ribasso, e questa è certamente una colpa.
In questo campionato, il secondo di Serie A, bisognava partire da una base e consolidare automatismi e mentalità. Questo era l’obiettivo reale per non perdere tempo inutilmente. Invece siamo all’ennesimo svacco e pare non interessi a nessuno.
Passi avanti, sul piano del gioco e sulla mentalità, non se ne sono visti.
In compenso la difesa della B ha un anno in più, il giovane più costoso (Donsah) ha passato un altro anno in panca, Destro è diventato il bersaglio di tutte le ironie, nessun difetto è stato migliorato e siamo da capo con la partenza del migliore perché Dzemaili seguirà Diawara e Giaccherini.
Ora sarebbe il caso di chiarire un equivoco: queste stagioni in attesa della gloria futura, dello stadio e di ambizioni diverse sono stagioni di crescita reale o di semplice attesa?
La crescita reale, a mio parere, non la si giudica con un punto in più o in meno.
Io ho solo una paura: cambiamo l’allenatore, diamo una scossa all’ambiente assolvendo di fatto dirigenti e giocatori, riarmiamoci di entusiasmo per poi scoprire, dopo qualche mese, di aver usato una medicina sintomatica e non aver curato la malattia.
Con tutti i difetti, gli incartamenti, l’assenza di flessibilità, torno a ripetere che Donadoni è l’unico che abbia mosso appunti sulla fotta di questi ragazzi. La scelta di Saputo di continuare con Donadoni può anche essere letta in questa maniera, o almeno me lo auguro.

Forza Bologna, sempre.

Bente

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