Sempre e Comunque
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È compito nostro sconfiggere i cattivi

Dopo una sfilza di zerazzero i rossoblu vanno nella tana dell’Internazionale per provare a fare uno scherzetto al tifoso Mancini. L’Inter è reduce da una vittoria sul Palermo, il test non era molto probante perché Zamparini, ormai vittima di sé stesso stava già cercando di cambiare allenatore. Forse lo scopo è avere qualcosa per cui entrare negli annali del calcio.
Il Bologna invece nelle ultime uscite è apparso un po’ stanco, soprattutto negli uomini che fino ad oggi avevano fatto la differenza, e se è vero che mantenere le motivazioni alle stelle dopo aver recuperato nove posizioni in metà campionato è ancor più vero che un po’ di debito d’ossigeno è decisamente comprensibile.
Il segnale positivo è che pur mostrando qualche difficoltà il BFC ha chiuso la porta ad Udinese, Juve, Palermo e Carpi per un totale di quattro partite e mezzo se consideriamo che l’ultimo gol subito è stato quello di Bernardeschi al Dall’Ara.
Questo è comunque il momento nel quale le seconde linee devono farsi trovare pronte, perché Donadoni ha già dimostrato di non avere preclusioni per nessuno e la storia di Mbaye insegna.
Nel frattempo mi sono goduto lo speciale su SKY dedicato a Joey Saputo e non ho potuto fare a meno di notare come abbia cercato disperatamente ed in tutti i modi di chiarire a tutti noi che la crescita sarà graduale. Ormai però si è innescato un meccanismo perverso per il quale ogni parola di Saputo viene presa come una promessa di grandezza.
Se lui dice ad esempio “dobbiamo controllare le aspettative, poi a tutti piacerebbe lottare per un posto in Champions e questo con il tempo vorrei che fosse il nostro obiettivo” il nostro cervello sente solo la parola “obiettivo Champions”, comincia a mettere in circolo ormoni di tutti i tipi, ci si stampa un sorriso ebete e siamo già al Santiago Barnabeu in vantaggio tre a zero a metà primo tempo.
Il punto è che il Bologna ha già la forza economica per resistere ad ogni sirena di mercato, ma se possiamo rinunciare all’introito dei cartellini non possiamo concedere aumenti d’ingaggio indiscriminati perché significherebbe “drogare” al rialzo gli ingaggi di quasi tutta la rosa, anche di chi non lo merita abbastanza.
Per questo la crescita deve essere graduale e anche perché la sfida di Saputo è chiaramente quella di riformare il campionato italiano e ridargli la visibilità internazionale a cui seguono introiti e profitti.
Si comincia, come è ovvio, dalla ripartizione dei diritti televisivi, che significa maggiore competitività la quale a sua volta per alcune società (sempre quelle) significa la perdita di una posizione di assoluto vantaggio. Convincere le mummie che è davvero un vantaggio per tutti un campionato più livellato nel quale più società possono pensare di rinnovare le infrastrutture e investire sul futuro, è impresa quasi impossibile. La perdita di una posizione dominante è una tragedia alla quale le cariatidi non sono pronte, a costo di arrivare molto presto a dominare su un campionato che sarà meno seguito di quello svizzero.
La perdita di spettatori negli stadi ad esempio non ha spaventato nessuno, mentre avrebbe dovuto essere il primo indizio di una malattia gravissima.
Ancora una volta quindi noi siamo i buoni ed è compito nostro sconfiggere i cattivi. Possibilmente cominciando da domani sera.
 
Forza Bologna, sempre
 
Bente
 
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