Fenucci:

Corvino soddisfa, però decide Fenucci

La tappa bergamasca poteva essere l’occasione per mettersi alle spalle un periodo pallido e malaticcio per riprendere il cammino verso un finale di stagione tra ali di folla festanti.
Donadoni ha scelto un ampio turnover, affidandosi però all’esperienza di Brighi, Brienza e Morleo lasciando però in panchina quelli che il campo non lo vedono più da lungo tempo, ovvero Marios, Crisetig, Pulgar e Ferrari. Non che fossero tutti intercambiabili ovviamente, semplicemente mi aspettavo che fosse data un’occasione a chi è, in fondo, patrimonio del Bfc.
(Quando perdi le scelte dell’allenatore sono alla mercé di qualunque critica, e il Senno di Poi ride dal suo trono di latta.)
Il punto però è che la squadra è apparsa lontanissima parente del Bologna concentrato e grintoso di stampo donadoniano.
Non facciamo più gol, siamo macchinosi e il fortino davanti a Mirante ha una certa balbuzie.
Inoltre, da quando Saputo ha parlato di diritti TV non ci gira benissimo a livello di diottrie dei signori in giallo.
O forse è un caso, sta di fatto che a Bergamo abbiamo visto uno spettacolo indecente in giacchetta.
L’attualità di queste ore però sono gli equilibri interni e la panchina di Donadoni.
Tutto questo a volte mi pare assurdo come quelle rincorse all’arma bianca all’ultimo posto in Europa da parte di squadre che poi non vedono l’ora di abbandonare la competizione ai preliminari o poco dopo contro qualche carneade di lande disperate.
Ci sarebbe un campionato da finire insomma.
Prima di pensare al prossimo dovremmo finire questo, o almeno procedere in contemporanea.
Saputo è arrivato in città e ha rilasciato qualche dichiarazione semplice e netta: a me, dice Egli, i risultati portati da Corvino soddisfano. Però, se l’Amministratore Delegato vuole cambiare ne ha facoltà, perché la responsabilità è la sua e lui risponde a me.
Questo sms era per Fenucci.
A Corvino invece ha smessaggiato che a Lui piace il lavoro di squadra e quindi ci si deve adeguare anche se ti chiami Pantaleo.
E’ stato piuttosto chiaro e ha richiamato tutti alle proprie responsabilità, compresa quella Federazione che sembra in pressing su Donadoni.
E’ possibile ritrovare gli equilibri? Qualsiasi sia la risposta il mondo non finirà dopo Corvino, non finirà dopo Fenucci e non finirà dopo Donadoni. Adesso il Bologna è un punto d’arrivo che merita sacrifici.
In pratica adesso tutti sanno cosa devono fare, o quantomeno cosa si aspetta che facciano il signore che ha il portafoglio dalla parte del manico.
Io ritengo che se il Bologna vuole affascinare qualche nuovo tifoso in vista della prossima stagione, se vuole esaltare i fedelissimi, se vuole lanciare un messaggio chiaro al mondo del pallone, beh questo è il momento di rendersi antipatici e vincere le partite che non contano niente.
Perché contano eccome.
La rincorsa, la stanchezza, il peso di un campionato iniziato in maniera disastrosa e poi recuperato in maniera incredibile si sentiranno fino alla fine.
Ma non si molla un metro.
Forza Bologna, sempre
Bente
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