Di questa stagione non ci ricorderemo più

Gaudeamus

Le tre vittorie casalinghe consecutive in apertura di campionato (a cui si è aggiunta quella in Coppa Italia) hanno risvegliato gli statistici che devono scartabellare negli archivi per ritrovare qualcosa di simile.
Del resto lo scorso anno lasciarono le penne al Dall’Ara, vado a memoria, solo in cinque, Frosinone, Napoli, Atalanta, Sampdoria e Genoa, motivo per il quale averne già infilate tre a metà settembre suona benissimo.
Questo inizio di campionato ha dato segnali contrastanti, dalla goleada di Torino ai primi tempi balbettanti con Napoli e Samp fino a gol da cineteca e alla costanza del gol trovato in tutte e cinque le gare giocate, anche attraverso momenti di gioco brillanti.
Adesso, che è il momento del velavevodettismo a pioggia e del campionismo assoluto, riprendo un tema già toccato: io Verdi non ho capito che giocatore è.
Ho capito che ha fatto due pere in quattro giorni, una da quaranta miglia e l’altra che andrebbe esposta al Guggenheim, ma ancora non ne ho inquadrato non solo il valore, che sarebbe da presuntuosi, ma proprio il tipo di giocatore.
Sta più avanti, più a destra, meno a destra, più in mezzo, falso nove, falso undici, trequartista, scattista, seconda punta, giocattolaio e ferroviere.
Il ragazzo ha fatto tutto e se di Krejci ho capito il mestiere, di Verdi ancora no anche se sospetto che troppo largo sia sprecato. Il ceco invece è un test di autocontrollo per gli avversari. L’unico modo per affrontarlo senza provare il desiderio di decapitarlo con un’alabarda è passare quattro mesi in Tibet assieme a monaci zen.
Se riguardate con attenzione le immagini di Krejci vi accorgerete che salta dei fotogrammi, un istante è con la palla prima del difensore, poi l’immagine svanisce e te lo ritrovi oltre il difensore che nel frattempo non si è nemmeno girato. Questa è una dote che aspettavamo da circa centosei anni a Bologna, l’aspettavamo tutti, avere “uno che salti l’uomo e arrivi sul fondo” era l’unico punto di accordo di ogni tifoso rossoblu e tecnico da bar. Il punto però non è solo che Ladislav salta l’uomo, il punto è che dopo mette in mezzo dei palloni che incitano alla violenza sulla rete.
E questo è bello, soprattutto per Destro che il movimento che ha portato al secondo gol contro la Samp, ce l’ha assieme ai globuli rossi.
Tutto è bene quello che comincia bene, godiamoci i nostri sorrisi ebeti ed andiamo a Milano a vedere se Icardi è davvero così forte.
Io e Mimmo diciamo di no.

Forza Bologna, sempre.

Bente

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