Sempre e Comunque
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Donadoni fa spallucce, Bigon minimizza. Dall’euforia della promozione ai vuoti del Dall’Ara

Il futuro è un’astronave

Tra due giorni si rigioca, questa volta contro l’Inter.
Le parole dell’a.d. Fenucci hanno dato materiale di analisi, confronto e scontro per i prossimi cento giorni almeno. Però lo ammetto, non ne ho voglia, non oggi.
Sarà che pensavo che il tempo dei tifosi ragionieri fosse alle spalle, sarà che sembra che domenica ci sia il sole, sarà che dopo le ultime tre partite ho un disperato bisogno di credere in qualcosa ma per il momento vorrei solo rientrare al Dall’Ara e gustarmi quel momento magico nel quale le maglie rossoblù entrano in campo. Sono minuti di sospensione dalla realtà, di pura contemplazione di un amore, minuti fugaci nei quali tutto è possibile e ci si ritrova, ancora una volta, a compiere lo stesso rito di passione.
Le emergenze di formazione costringeranno Donadoni ad inventarsi qualcosa, le scarse alternative non gli danno una profondità infinita ed il vero banco di prova sarà, ancora una volta, la tenuta mentale di una squadra che si è persa.
Ad onor del vero il mister va ripetendo da mesi che serve più convinzione in sé stessi, più fame e più coraggio e questi messaggi evidentemente non sono arrivati bene a destinazione ma anzi, il problema è esploso tutto d’un colpo in maniera virulenta contro Napoli, Milan e Sampdoria, tre partite assurde con in comune solo la scarsa capacità di reazione.
Possiamo attenderci che all’improvviso tutti i problemi e le ansie vengano accantonati? Claro que no, però esiste un altro meccanismo che gioca a nostro favore, ovvero l’emergenza. In questo momento nel quale siamo tutti sconfortati e nessuno si aspetta davvero la prestazione mostruosa in realtà i ragazzi sanno che a differenza delle tre partite precedenti hanno poco da perdere.
Del passato abbiamo detto, del futuro ne parleremo fino a stancarci e comunque il futuro (come dice Toquinho, mettete I like) è un’astronave che non ha tempo né pietà, non chiede amore e non ne dà, quindi per una volta godiamoci il presente, qualunque esso sia.
In fondo, malissimo che vada, ci sarà sempre quell’uscita dal campo di quei ragazzi in rossoblù e quel momento di sospensione nel quale tutto può ancora accadere.

Forza Bologna, sempre.

Bente

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