Sempre e Comunque
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Io sono il Tristo Mietitore

Io sono il Tristo Mietitore

La mousse di salmone.
Se non l’avete mai visto, date un occhiata a ‘Il senso della vita’ dei Monty Phyton.
Bussano alla porta, è una figura incappucciata con la falce.
La Morte: «Io sono il Tristo Mietitore!».
Uomo: «Chi?».

Non è facilissimo riconoscere subito cosa sta capitando. Tipo Helander che torna dalla Nazionale in anticipo perché acciaccato.

La Morte: «Il Tristo Mietitore! Io sono la Morte!».
Donna: «Chi è caro?».
La Morte: «Io sono il Tristo Mietitore».
Uomo: «Sì? È venuto per la siepe? Senta, sono davvero spiacente…».
La Morte: «Io sono il Tristo Mietitore».
Donna: «Chi?».
Uomo: «Pare sia un certo signor La Morte, venuto per la mietitura…».

Anche Di Francesco, prima segna in Nazionale poi esce per infortunio.
Ora, cos’altro vogliamo che succeda? Dzemaili che inciampa della stampella di Verdi e stramazza addosso a Taider che per non cadere travolge Nagy? Da Costa che impazzisce al primo minuto di Bologna-Palermo e tira un cartone a Masina facendo scoppiare una megarissa che ci costa 4 espulsioni e tre infortunati?
Forse sotto il Dall’Ara c’è un cimitero indiano, forse Howard Carter, lo scopritore della tomba di Tutankhamon era segretamente tifoso rossoblu, forse persino il 53 sulla ruota nazionale ha simpatie per il Bfc.
In questi giorni nei quali c’è tutto il tempo per parlarsi addosso a causa della sosta, il refrain più in voga è che le prossime cinque partite non si possono sbagliare e diventeranno decisive per capire che campionato farà il Bologna. Che il clima non sia tra i più felici si intuisce anche dalle parole di Di Vaio che dice che se (se) ci salveremo avremo un grande futuro.
Dunque, che ci salveremo a mio parere non è in dubbio e credo non lo sia nemmeno per Marco, certo è che l’umore di questi tempi non è dei migliori. Facile dirlo adesso, ma forse bastava un po’ di esperienza in più nei due reparti più a rischio (difesa e attacco) per ripararsi dai momenti di pioggia. In realtà più che l’apporto dei giovani, che qualche errore lo mettono in fila fisiologicamente, sta mancando proprio l’apporto delle ‘certezze’: Gastaldello, Maietta, Destro, Floccari, per motivi diversi hanno dato pochissimo.
Ma ci sono, non è che sulla carta non ci fossero.
È il classico momento da chiappe strette e spalle larghe, il momento nel quale farsi scivolare addosso tutto l’extra calcio, che sia la lungaggine per lo stadio, l’analisi di bilancio, le visite di un Saputo poco allegro nel vedere una creatura che ancora non decolla.
Adesso esiste il campo e la voglia di stupire e divertirsi che questo stesso Bologna aveva sempre messo in campo prima che quel signore con la falce venisse puntualmente a rompere i coglioni.
Insomma peace & love, adesso rilassiamoci un attimo e prendiamo coscienza che potrebbe essere il momento peggiore della stagione, per non iniziare a scavare basta fare quello che sappiamo fare meglio di molte squadre di Serie A: giocare a pallone.

Forza Bologna, sempre.

Bente

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