Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Su la testa

Su la testa

La prestazione di Firenze ed il successivo taglio del nastro di Saputo sul “nuovo” Casteldebole raccontano due storie diverse. Da un lato, quello del campo, c’è un avvilimento su una spirale di depressione generalizzata e dall’altro si intravvede il futuro di una società che sta compiendo i passi giusti per entrare finalmente nel calcio moderno.
La distanza è tale che non si riescono a trovare argomenti alternativi. Da una parte i mugugni e dall’altra lo sguardo ad un club in crescita. Errori tecnici nella valutazione dei giocatori, stagioni sbagliate, momenti di crisi sono tutti episodi all’ordine del giorno nel calcio e non devono preoccupare. Quello che lascia piuttosto basiti è come nessuno, tra quelli che hanno facoltà di parola in società, pretenda di più da QUESTO gruppo di calciatori e staff tecnico. Non passare la metà campo in quattro minuti di recupero in un derby sentito nel quale sei miracolosamente ancora in corso non è questione di doti tecniche, ma morali.
Il Bologna, che sembrava poter rinascere e chiudere con un timido sorriso questo campionato balbettante dopo le due vittorie con Sassuolo e Chievo è invece risprofondato nell’apatia più mesta.
Che senso ha parlare di calcio, della solitudine di Destro, dell’incapacità del mister di creare un gioco d’attacco in quasi due anni o di limiti e pregi di qualche calciatore se poi assistiamo a partite giocate in ciabatte?
Il Bologna quest’anno ha collezionato una serie di eventi negativi esterni che non possono non essere considerati, dall’infortunio di Verdi nel momento dell’esplosione, all’involuzione di Gastaldello che tra espulsioni e rigori ha perso la sua sicurezza e anche una serie di torti arbitrali decisamente pesanti.
Eppure questa squadra non ha mordente, non ha carattere, non salta mai l’ostacolo e anzi sembra vivere una transizione piatta, accettando passivamente gli eventi.
Ora, lo ripeto, quello che mi meraviglia di più è che non si arrabbi nessuno, quasi che chi l’ha costruita ne riconosca limiti oltre quelli che conosciamo già. La vicenda Dzemaili è un chiaro esempio di quanto i sentimenti tra le parti siano distanti: è logico e normale che, usufruendo di una partneship col Montreal, ci siano delle volte nelle quali si paga pegno e delle altre nelle quali si incassa (Paponi ad esempio, o Mancosu che non era più presentabile), ed è altrettanto chiaro che DI FATTO la sua assenza per le ultime tre giornate non cambierà il campionato del Bologna. Allo stesso tempo però autorizza un retropensiero di svacco (se è per far giocare i giovani si può fare ugualmente) decisamente pericoloso. Per mettersi al riparo da tutto questo bastava fare un altro campionato, non da Champions, non da Europa, banalmente un campionato divertente. A quest’ora parleremmo di calcio e gli occhi nel vedere Casteldebole ci brillerebbero ancora di più.
Sarebbe il caso insomma di cominciare a pretendere qualcosa in più, non da Saputo, ma da tutto il Bfc, per evitare di continuare ad avvilupparci in questa mestizia.
Però serve che lo stesso Saputo sia d’accordo.
Arriva la Roma, proviamo a crederci per una volta.

Forza Bologna, sempre.

Bente

© Riproduzione Riservata