Rassegna stampa 29/03/2018

L’estate porta consiglio

Il 31 finalmente è alle spalle.
La grande attesa ha partorito Sadiq (accostato già in maggio al Bfc, basta googolare), e Viviani ed Helander del Verona. Tre prestiti differenti, con riscatti che variano dall’obbligatorio al possibile e infine al possibile ma con contro-riscatto.
Insomma in questa sessione di mercato il Bfc ha cambiato molto e preso altri rischi nella speranza di migliorare una situazione che, con poche risorse, forse bastava mutare il meno possibile andando a ritoccare solo i punti deboli individuati dai dirigenti rossoblu (e da tutti) già prima dell’estate.
Ho detto poche risorse e questo, oggettivamente, fa male.
Chiariamo subito che tra un mercato da Europa League e sentirsi dire che l’obiettivo è un punto in più dello scorso anno a poche ore da una sconfitta per cinque ad uno passa tutta la differenza del mondo.
Cosa è successo durante l’estate?
Mese di giugno, Interno giorno, Casteldebole, presentazione della campagna abbonamenti, è l’a.d. Fenucci che parla alla stampa (anche in questo caso basta googolare): «Abbiamo verificato due percorsi: un piano A che prevede la cessione di uno o alcuni giocatori e conseguente investimento delle loro risorse, e un piano B mantenendo la rosa quasi inalterata».
Ancora… Stesso mese di giugno, interno notte, studio televisivo (basta sempre googolare), è il team manager che parla e racconta che, senza cedere Diawara, il Bologna avrebbe a disposizione «tra i 5 e i 10 milioni» di budget per la prossima campagna acquisti ed aggiunge che vendere Diawara significa poi comprare grandi giocatori, ma il problema diventa sostituirlo.
Non basta, perché il primo giorno d’estate rincara la dose: «L’attacco prima di tutto».
Per farlo, la società ha in mente di acquistare «tre giocatori», come dichiarato dal club manager Marco Di Vaio nel corso della trasmissione sportiva Il Pallone Nel Sette su Rete 7.
Anche Bigon si unisce al coro: «Il reparto che vogliamo rinforzare è l’attacco, stiamo cercando sul mercato qualcosa che può dare più forza, qualità e pericolosità senza compromettere l’equilibrio del gruppo». «Siamo sempre in collegamento con Donadoni per allinearci alle sue richieste – ha spiegato Bigon − e poi dobbiamo stare attenti al bilancio. Non posso dirvi niente su chi stiamo trattando, speriamo di chiudere prima del ritiro e spero vada tutto bene».
E Fenucci rassicura: «La possibilità di effettuare piccoli investimenti c’è, ma è inferiore al primo anno».
Da quel momento al 31 agosto, evidentemente, le strategie sono cambiate e con esse le disponibilità.
Prendiamone atto, senza drammi ovviamente, perché ormai era chiaro da tempo che la crescita sarebbe stata graduale, ma non vergognamoci di essere un pelo più ambiziosi di «un punto in più dello scorso anno» e non certo per ingratitudine, semplicemente perché tutti (o quasi tutti) ci eravamo immaginati di non lottare con Roma e Napoli dopo due anni ma nemmeno di continuare a sentire discorsi su lacrime e sangue per raggiungere la salvezza e finire dietro al Chievo.
Anche perché, come leggete sopra, ci era stata prospettata una storia diversa, non trionfi al Santiago Bernabeu, ma nemmeno lacrime e sangue per l’ennesima magica emozione della salvezza.
Non avevamo capito male noi insomma.
Partiamo sempre sognando i Gabbiadini e i Saponara, ne parliamo tre mesi e poi si finisce altrimenti, un momento di scoramento ci sta dai.
Chiudo dicendo che avremo tempo di valutare meglio il lavoro fatto, lavoro che ieri sera, dopo l’affare Cerci e il mancato arrivo di una punta corazzata mi sembrava forse peggiore di quello che è in realtà.
Oggi è già un altro giorno e sono molto più fiducioso, anche se di principio avrei provato a cambiare solo quello che di questa squadra non andava, proprio in virtù del cambiamento di programma estivo.
Finisco con un grande in bocca al lupo a Mirante che davvero spero di rivedere presto difendere la nostra porta.

Forza Bologna, sempre.

Bente

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