Tranquilli, va tutto bene. Forse

Venire da tre sconfitte consecutive e andare a giocare a Roma non è esattamente la situazione nella quale tutti si vorrebbero trovare. Tutti vorrebbero il Verona in casa ad esempio.
La partita dell’Olimpico deve essere l’occasione per far rifiatare chi è arrivato brasato in questo finale di campionato e per tutti deve essere il momento di sgombrare la testa e giocare sereni. Non sereni come quando hai le infradito e una Fanta in mano, ma sereni come quando sai che da quella partita hai solo da guadagnare.
Uscendo dal Dall’Ara, lunedì sera, c’era un clima di rabbia mista a rassegnazione veramente palpabile.
Per forza, dopo anni di risultati che definire deludenti è davvero un complimento e di finali di stagione sempre in calando, tutti speravamo che questi ragazzi mantenessero alto l’entusiasmo, dando il primo vero segno tangibile di un futuro tutto da scrivere.
Oltre ad una fatica mentale e fisica accumulata durante la rincorsa invernale, uno dei punti chiave è che se tutti si mettono a parlare del futuro significa che per il presente ho già fatto il mio dovere e quindi, anche inconsciamente, non ho più quella fame necessaria a strappare punti e prestazioni.
Non è un meccanismo volontario, ma una società che ha intenzione di tenere i suoi ragazzi sul pezzo non si mette a fare tutto il teatro di questo ultimo mese.
Questo è un grave errore su cui club manager e mister la pensano diversamente. La qual cosa è lecita, ma alla stampa, come ai bambini e alla polizia, bisognerebbe dare una versione sola.
Donadoni nel dopo Verona dichiara: «Forse troppe chiacchiere ci hanno distolto dal nostro focus, che è il campo. Dobbiamo riabbassare la testa sul manubrio», e qualche metro più in là Marco Di Vaio risponde a chi gli chiede se le troppe chiacchere abbiano influito: «Non è così, è un calo mentale, paghiamo gli sforzi che abbiamo compiuto per risalire».
La verità starà nel mezzo, ma mentre Donadoni fa un’implicita autocritica, Di Vaio opta per la difesa dell’operato della società che, i fatti sono sotto gli occhi di tutti, ha quantomeno sbagliato tutta la tempistica. A partire da Corvino.
Un’altra occasione persa per riportare l’immagine del Bologna un gradino più su.
Adesso però c’è Roma dove almeno dovremo fare una buona prestazione, in vista di un finale di campionato che porterà al Dall’Ara Torino, Genoa e Milan.
Abbiamo perso sette partite in casa fino ad ora, se vogliamo sperare che la gente abbia voglia di venire allo stadio bisogna che la tendenza si inverta in fretta.
Forza Bologna, sempre.
Bente
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