Voglio la Coppa Italia

Insomma Diawara resta o parte?
Parte o resta?
Probabilmente manderemo le gambe al Chelsea, la testa al Bayern, i piedi al Manchester United e qualcosa si troverà pure da mandare a Roma, che è primavera.
Ormai la società ci ha spiegato in tutte le maniere che il Bfc non ha bisogno di vendere per continuare a crescere, ma nello stesso tempo tutti sappiamo che tutto ha un prezzo.
La parte confortante è che non siamo più un outlet sempre in saldo e qualora decidessimo di lasciar partire qualche giovane interessante lo faremo al prezzo che riteniamo più equo. Questo senza considerare che in questo momento, per equilibri interni e scelte precise, non abbiamo nessuna intenzione di rincorrere a suon di ingaggi milionari le promesse dei grandi club.
Qualora Diawara dovesse partire ci rimarrei comunque malissimo, immaginandolo punto fermo della Nazionale per i prossimi diciotto anni, però quello che mi sta più a cuore è capire in quanti anni possiamo sperare di prenderci davvero qualche soddisfazione corposa. Quelli della mia generazione infatti hanno visto tutti i Bologna peggiori della storia, ma hanno anche all’attivo qualche stagione europea, una semifinale di Uefa e ben due di Coppa Italia.
Fenucci, una volta di più, è stato chiaro: prima lo stadio.
Ha assolutamente ragione, anche se la sfida a quel punto diventa non risentire della risacca di entusiasmo che inevitabilmente qualche campionato ancora sofferente o “mediocre” si porterebbe dietro. E’ il famoso controllo delle aspettative di cui ha parlato anche lo stesso Saputo.
Gli antidoti in questi casi sono un paio: portare qualche giocatore molto amato che catalizzi l’attenzione (e serva alla squadra) come furono Baggio o Signori, oppure concentrarsi su obiettivi che altri snobbano, tipo la Coppa Italia.
Impossibile?
No, non lo è affatto se il  Crotone vince la Serie B, il Leicester la Premier e il Siviglia tre Europa League di seguito. Sono storie diverse certo, ma sono storie che parlano comunque di uno sport nel quale tutto è davvero possibile se alle spalle di chi va in campo c’è serietà ed organizzazione.
Intanto volge al tramonto anche in maniera ufficiale la parabola felsinea di Pantaleo Corvino.
Il suo lavoro andrebbe giudicato su un periodo di tempo più lungo e quando sarà il momento di tirare le somme ce ne saremo dimenticati, presi da nuove tematiche più attuali.
In bocca al lupo a lui, ma soprattutto in bocca al lupo a chiunque arriverà al suo posto, sperando che davvero possa aprire un ciclo.
Magari iniziando con una Coppa Italia. Voi volete vincerla una Coppa italia? Io sì. Facciamolo capire.

Forza Bologna, sempre

Bente

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