Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

A Roma il più bel Bologna degli ultimi quattro anni. Pippo, qual disastro...

A Roma il più bel Bologna degli ultimi quattro anni. Pippo, qual disastro…

Ho ancora negli occhi il Bologna di ieri sera… No, non è stata la miglior partita della stagione, è stata in assoluto la migliore degli ultimi quattro anni, anche di quel Bologna-Juventus terminato 0-0 con Roberto Donadoni in panchina e i bianconeri reduci da dieci vittorie consecutive. Non riesco a darmi pace per essere usciti dall’Olimpico con zero punti quando già un pareggio sarebbe stato poco. Leggo inoltre qualche critica nei confronti della difesa rossoblù, che in realtà ha concesso zero: due reti da palla inattiva, la prima su rigore (un po’ generoso, pensando che subito dopo un ‘sandwich’ identico su Zaniolo non è stato sanzionato, certamente a parti invertite Di Bello ci avrebbe pensato bene prima di assegnarlo) e la seconda con un pallone passato tra mille gambe e infilatosi proprio nell’angolino basso alla destra di Skorupski. Cosa avevano prodotto fin lì padroni di casa? Il nulla.
Sento inoltre dire che giocare contro le cosiddette ‘grandi’ è più facile, perché si aprono e ti concedono spazi. E allora mi interrogo… Perché con Inzaghi non ci si riusciva? O meglio, perché con Inzaghi non si riusciva quasi mai, contro nessuna avversaria, a costruire azioni davvero pericolose e a tirare in porta? Super Pippo ci faccia il piacere di non farsi più vedere da queste parti, possibilmente neanche come tecnico avversario, è stato un’autentica catastrofe. Mi trasformo in Maurizio Zamparini esasperando il concetto: era da cacciare subito dopo Bologna-Spal 0-1. L’occhio attento nota subito come gira una squadra, e l’occhio attento avrà anche notato come sia Soriano che Sansone, in una settimana sotto la sua guida, si erano già ingrigiti e svuotati adeguandosi alla mediocrità generale.
Ora, è evidente e lo abbiamo rimarcato un po’ tutti come la società abbia tardato troppo ad esonerarlo, concedendo a Mihajlovic un lasso di tempo pari quasi a zero per dare un’impronta al nuovo Bologna (ma lui ci sta riuscendo rapidamente), così come va sottolineato che le dirette concorrenti non hanno ancora incontrato nessuna big in questo inizio di girone di ritorno, mentre i felsinei se la sono già dovuti vedere con Inter, Roma e ‒ tra qualche giorno ‒ Juventus. Credo fermamente in Sinisa, e anche se nel calcio non c’è nulla di scritto sono convinto che la salvezza sia un obiettivo più che alla portata, sono solo tre le lunghezze di distanza dalla quartultima.
Adesso c’è la consapevolezza di doversela (per ragioni di classifica) e potersela giocare contro chiunque, anche contro la capolista. La quota utile per rimanere in Serie A dovrebbe assestarsi attorno ai 35 punti, forse meno, e le carte in regola per raggiungerla sembrano esserci. Da contraltare, i tempi ristretti e i tanti scontri diretti da affrontare sì al Dall’Ara (Udinese a parte) ma con di fatto un solo risultato a disposizione e avversarie che inevitabilmente si chiuderanno a riccio per portare a casa la pelle. L’esonero di Inzaghi al momento opportuno, non c’è dubbio, avrebbe permesso ai rossoblù di trovarsi al posto di un Genoa qualsiasi.

© Riproduzione Riservata

Foto: bolognafc.it