Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Lerager risponde a Destro, nel finale decisivo Radu: Bologna-Genoa 1-1

Toto-allenatore

Essendo ormai chiaro a tutti che a pagare per quest’annata modestissima sarà il direttore sportivo (e chi altri, se pure lui ha spartito le responsabilità con Inzaghi), bisognerebbe cominciare a preparare il terreno sulla scelta del nuovo allenatore. Perché un’altra cosa chiara a molti, ma non a tutti, è che se Sinisa Mihajlovic riuscirà a salvare il Bologna (cosa peraltro molto probabile, con una media di 1,6 punti a partita) potrebbe non restare ancora sulla panchina rossoblù. La clausola con cui il tecnico serbo si è tenuto la possibilità di togliersi dal contratto, automaticamente rinnovabile in caso di salvezza, dice molto sulle prospettive che club e mister si sono concessi reciprocamente. Ma il punto non è questo.
Se davvero Mihajlovic lascerà il Bologna, cosa che in questo momento ovviamente non ci auguriamo, non si potranno più commettere le stesse leggerezze che hanno portato alla chiamata di Inzaghi e alla successiva paralisi decisionale sul suo destino. Se un anno fa i colloqui con De Zerbi finirono in nulla di fatto (pare per divergenze di vedute sull’allestimento e sul potenziamento della difesa), spianando così la strada proprio a Pippo, l’estate in arrivo mette a disposizione un carnet molto più ricco di nomi papabili. Stefano Pioli, inaspettatamente, è uno di questi. Ma oltre a lui ci sono Eusebio Di Francesco, liberatosi dalla Roma e non necessariamente predestinato ad una big, Davide Nicola o l’eterno Francesco Guidolin, che proprio pochi giorni fa ha dichiarato di voler tornare ad allenare. In Premier League, dice lui, ma chissà che non si trovino argomenti convincenti anche da queste parti.

© Riproduzione Riservata