Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

Bologna-Saputo, il rapporto si sta logorando

Bologna-Saputo, il rapporto si sta logorando

Comincio da un presupposto che tengo a sottolineare perché vorrei fosse chiaro: la semplice salvezza a Bologna è come un calcio nel sedere. Da queste parti, anche se da anni non si vince più nulla, la tifoseria ha nel proprio DNA la predilezione per il bel calcio, la propensione all’entusiasmo che genera sogni, i numeri e il cuore che ben si sposano con una dimensione più europea che provinciale. Mantenere la categoria è il minimo che una società possa fare, è un atto dovuto, una regola non scritta, un pro forma. Quindi, anche se a fine stagione ‘l’obiettivo’ sarà centrato, non si sarà compiuto nulla di importante.
Ecco che la sconfitta di Genova, sonante e perentoria, ottenuta con un filo di gas da una Sampdoria che non vinceva da due mesi, grida vendetta per svariati motivi. Perché figlia di errori singoli e di squadra, perché rinviare ancora l’inevitabile allontanamento di Inzaghi è solo una perdita di tempo, perché vedere alcuni giocatori ridersela dopo una figuretta come quella del Ferraris fa capire come questo ambiente sia fin troppo tollerante e a volte anche boccalone, passatemi il termine.
Le colpe di Pippo, apparso ieri in totale confusione, sono comunque relative, in quanto il materiale messo a sua disposizione è quello che è. Ma per tentare un sussulto serve un cambio in panchina, anzi, serviva già prima della sosta, dopo il traballante 2-2 in casa del Chievo. Ora rimettere le cose a posto sarà complicato. Ogni domenica, invece, si attende la partita successiva con la speranza che sia quella della svolta. Una svolta che, possiamo levarcelo dalla testa, con Inzaghi non arriverà, e mandare tutti in ritiro non serve a nulla, abbiamo visto nell’anno della retrocessione con Ballardini: quando non ne hai, non ne hai. Il mercato di riparazione? Troppo in là, prima il tecnico o a gennaio ci si arriva morti. Quattordici partite sono più che una prova di come questo Bologna valga davvero poco, forse la rosa attuale è una delle più deboli di sempre.
Intendiamoci, quando arrivò Joey Saputo tutti gioirono, tutti pregustarono il ritorno alla gloria del passato, ma buona parte di noi ha perseverato anche quando i risultati non sono arrivati, fornendo alibi di vario genere e aggrappandosi alla parolina magica: progetto. Il progetto però non c’è più, o se volete è stato complicato da innumerevoli errori e ridimensionato ai minimi termini, e adesso consiste nello scovare ogni anno uno o due talenti emergenti per poi farne una plusvalenza e autofinanziarsi sul mercato. Il progetto ora è il nuovo Dall’Ara e nient’altro, di certo non riguarda la squadra.
A tal proposito, lo sprofondo di Marassi ha portato ancora di più alla luce lo scontento che regna all’interno della tifoseria rossoblù: restano davvero in pochi i fedelissimi del patron. Per la prima volta, anche chi ha sempre difeso a spada tratta il magnate canadese, lo ha attaccato, si è domandato in che mani sia finito il club e ne ha chiesto il disimpegno. Intendiamoci, qui nessuno è matto, è ovvio che servirebbe un compratore affidabile, ma tutto questo preambolo serve a capire come il rapporto tra gran parte della piazza e Saputo sia ormai logoro. Vuoi per i silenzi assordanti, vuoi per i risultati troppo al di sotto delle aspettative, vuoi per le scelte quasi sempre errate. Scelte che partono dal numero uno, delega o non delega all’a.d., perché un proprietario è sempre colui che ne fa le spese se le cose vanno male e si deve assumere ogni responsabilità se l’azienda fallisce i propri obiettivi.
Mi preme anche rimarcare come nessuno goda di questa situazione, sarebbe molto più bello parlare di una sconfitta che non ha permesso l’ingresso in Europa League che cianciare sempre e solo di salvare la pelle e di oltre sessanta sconfitte. Chi invece oggi è contento di questa società, e mi riferisco al campo perché a livello di gestione patrimoniale si può davvero dire poco, o è in malafede o si accontenta di vivere snaturando una fede eterna.

© Riproduzione Riservata