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Giù come dei piombi

Giù come dei piombi

Un mio caro amico tifosissimo del Bologna, quando gli faccio presenti le difficoltà e la classifica preoccupante dei rossoblù, mi risponde sempre allo stesso modo: «Giù come dei piombi». Chiaramente è uno sfottò nei miei confronti, come si usa fare molto scherzosamente quando sei in confidenza. Ora, raramente esprimo un parere a ridosso di una partita, ma in questo caso farò un’eccezione: a Verona si deve solo vincere. Non è da accettare come risultato positivo neanche un pareggio, al Bentegodi bisogna fare bottino pieno.
Tra ‘becchini’, ‘maigoduti’ e autoflagellazioni varie, la situazione in casa felsinea si è fatta piuttosto complicata. Non irreparabile ma complicata. Ci si è messo in mezzo anche il quarto risultato utile consecutivo del Frosinone, che ieri sera ha fermato la Fiorentina e si è portato a sole due lunghezze dal Bologna, superando un Empoli che dovrà vedersela contro l’Udinese, in quello che è un altro scontro salvezza a tutti gli effetti.
Ecco perché nemmeno pareggiare, anche se gli uomini di Inzaghi dovessero giocare un calcio bellissimo stile Barcellona, non basterebbe più. Servono punti perché il tempo passa. Servono punti perché dopo dodici giornate è giunto il momento di dare una sferzata alla classifica e ingranare un’altra marcia per allontanarsi dalla zona rovente. Servono punti perché parlare di salvezza al quarto anno di gestione Saputo, per chi non ha pazienza è frustrante. Servono punti perché alla ripresa del campionato dopo la sosta, arriveranno impegni tosti con Fiorentina, Napoli, Milan e Lazio e contro le dirette concorrenti Parma ed Empoli (entrambe in trasferta).
Intendiamoci, perdere o pareggiare a Verona non significa essere già in Serie B, ma incanalare una stagione sotto il profilo del ‘patimento’ e mettere a repentaglio la dignità. Personalmente, seppur stimandola, non ho la mentalità ultras, non riesco a difendere in modo incondizionato la squadra anche quando le cose vanno male. Tendo bensì a puntare il dito e a dispensare colpe con l’intento di dare una scossa, il fine deve essere dare sempre il 100%. Il futuro dell’allenatore? Lui non ha particolari colpe, la squadra è quella che è, e fin da principio ho sempre ribadito come valesse all’incirca una posizione tra il 16° e il 18° posto, a seconda di come avrebbero funzionato le scommesse Santander e Super Pippo.
Nello stesso tempo trovo totalmente sballato e privo di senso un parallelo tra Donadoni e lo stesso Inzaghi. Leggo spesso come al tecnico bergamasco siano state concesse più di 100 partite prima di essere cacciato, ma la differenza sostanziale tra i due è che il primo otteneva la salvezza con largo anticipo, il secondo è partito subito male, seppure con meno esperienza nel suo bagaglio e una squadra in gran parte rinnovata. La speranza, quindi, è che per una volta il trend si inverta con un finale importante.
Non mi addentro, infine, nelle dichiarazioni rilasciate dal d.s. Riccardo Bigon, che quando parla sembra sempre alla ricerca di una valanga di improperi. Com’è possibile affermare che il Bologna è in linea con gli obiettivi societari quando si trova in 17^ posizione, pur sperando in una crescita? Bene, domani contro il Chievo si deve solo, necessariamente e rigorosamente vincere, palesando proprio tale crescita, o sarà l’ennesima conferma che abbiamo a che fare con una squadra mediocre. Per una volta, ragazzi, regalateci una soddisfazione e spazzate via ogni ansia.

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