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Diceva Agatha Christie...

Diceva Agatha Christie…

Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Sotto con l’Inter quindi, capiremo così in via definitiva il valore di questo Bologna. No, non stiamo parlando di squadra già in Serie B dopo appena due giornate, certo è che la pochezza osservata in campo contro Spal e Frosinone ha generato sconforto e disillusione. Disillusione perché il nuovo corso targato Inzaghi aveva portato entusiasmo, che ora va subito rigenerato contro i nerazzurri di Spalletti o si andrebbe incontro a uno scoramento generale che già da oggi si percepisce facilmente.
La prima impressione, una settimana fa, è stata quella di una squadra modesta. Qualche lieve miglioramento ieri sera si è intravisto, ma solo ed esclusivamente per aver creato due palle gol, peraltro sbagliate in maniera più o meno maldestra: se sul tiro di Poli si devono fare i complimenti a Sportiello, un discorso a parte merita l’errore di Dzemaili. Il centrocampista svizzero sembra aver intrapreso una preoccupante parabola discendente, e il fatto di giocare senza sosta da due anni (oltre alla parentesi nella poco performante MLS) ha senza dubbio il suo peso. Male, comunque, tutta la linea mediana felsinea, un po’ meglio la difesa sotto la guida dell’esperto Danilo, evidente in attacco la difficoltà nel creare occasioni da rete, problema sottolineato più volte l’anno scorso e divenuto cronico in questa primissima fase di campionato. Falcinelli annaspa, Santander si batte ma palesa evidenti limiti. Per Destro solo venti minuti sul rettangolo verde dopo aver smaltito un infortunio muscolare, mentre Palacio, dall’alto dei suoi quasi 37 anni è già fermo ai box, spremuto fino allo sfinimento.
Dicevamo, zero gol contro Spal e Frosinone, due dirette concorrenti nella lotta per non retrocedere, tre tiri in porta in 180 minuti, nessuna impronta di gioco, incapacità nel saltare l’uomo, poca imprevedibilità e la bruttissima sensazione che sarà un’annata molto complicata. Sabato arriva l’Inter, avversario tutt’altro che abbordabile, poi la sosta. Sarebbe opportuno e gradito non fare due su due al Dall’Ara: perdere ancora una volta in casa sarebbe come dare il via al classico sound effect di una slot machine ormai depredata.

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