Donadoni, che frase infelice

Donadoni, che frase infelice

Per fortuna che l’ha ripetuto due volte perchè alla prima non ci volevo credere. Nelle frasi infelici di questo avvio di 2018 Roberto Donadoni balza in pole position affermando, sulla faccenda Verdi-Napoli, che sì… quando chiamano i grandi club bisogna rifletterci bene. A parte l’ovvietà di una frase da padre di famiglia che puoi pensare oppure sussurrarla all’orecchio del tuo giocatore nel parcheggio di Casteldebole ma mai, dico mai, pronunciarla in conferenza stampa. Il punto non è la veridicità o meno di una fotografia calcistica assolutamente reale ma il messaggio che innesca al cospetto, per esempio, della tifoseria. Stasera cosa spiego a mio figlio che sto delicatamente cercando di convincere a proseguire la dinastia della famiglia Grandi a tinte rossoblù?
L’esserino mi guarda e mi dice: «Babbo, ma Donadoni ha detto il contrario di quello che mi dici sempre tu. Allora il Bologna non è un grande club». Frantumati, in cinque secondi, cinque mesi di filippiche sulla storia, la fede, l’orgoglio, Saputo milionario e compagnia cantante. Per lo stesso ragionamento allora chiedo un ritocco al prezzo di biglietti, abbonamenti e merchandising, perchè non potrò mica pagare gli stessi prezzi dei biglietti, abbonamenti o merchandising di un grande club. Donadoni è un buon uomo, persona leale ed educata. Cosa avrebbe dovuto dire? «Il Napoli oggi è un top club ma vorrei che i miei giocatori crescessero qui per rendere nuovamente anche il Bologna un grande club». Suona già diverso Robertino, e non mi incasini la notte della Befana in casa.

© Riproduzione Riservata