Donadoni fa spallucce, Bigon minimizza. Dall'euforia della promozione ai vuoti del Dall'Ara

Donadoni fa spallucce, Bigon minimizza. Dall’euforia della promozione ai vuoti del Dall’Ara

Quindicesima sconfitta su ventotto incontri, settima al Dall’Ara: anche Carlo Ancelotti sarebbe stato allontanato dalla guida tecnica. Fortuna vuole che il Bologna sia incapace di pareggiare, peculiarità che ha permesso ai rossoblù di mettere da parte quei 33 punti che al momento sono un bottino sufficiente per mantenere a debita distanza chi è impegnato nella lotta per non retrocedere. Con una partita però in più di tante altre squadre, e all’orizzonte due impegni proibitivi contro Lazio e Roma. Non facciamo drammi ma le prossime due partite le diamo già per perse (così purtroppo deve essere, così sarà), e questo farà sì che a Crotone il Bologna avrà l’obbligo di non sbagliare il tanto sbandierato approccio. In caso contrario potrebbero sorgere problemi inaspettati.
Tornando ai numeri, allarghiamo l’obiettivo spulciando e sommando le due stagioni precedenti a quella in corso: il cammino dei felsinei dal ritorno in Serie A è da mani nei capelli: 32 vittorie, 20 pareggi, addirittura 52 sconfitte. E nessuno che si presenti in sala stampa chiedendo scusa ad un pubblico sempre più deluso e sparuto, in un Dall’Ara che contesta e che presenta buchi in Curva Andrea Costa come non accadeva da tempo. Roberto Donadoni non ne fa un problema: «Non commento i cori e i fischi della curva, non ho niente da dire in questo senso». Riccardo Bigon sottilizza: «Tra le squadre del nostro livello faccio fatica a trovarne una che dia spettacolo».
E siamo ancora qua. A porci le solite immancabili domande da tifosi innamorati, a coltivare la piccola fiammella della speranza che prima o poi qualcosa cambierà. Non vogliamo dilungarci oltre su argomenti ampiamente sviscerati, ma questo Bologna fa acqua da tutte le parti, purtroppo è un dato di fatto. A forte rischio retrocessione la Primavera di Emanuele Troise, la Prima Squadra capace di rimediare svariate figuracce senza recitare quasi mai il mea culpa, ma vedendo un bicchiere mezzo pieno dove l’acqua (o il vino, fate voi) è finito da un pezzo. Non tocca a noi trovare una risposta ai tanti punti interrogativi, troppo complicato addentrarsi in tale tematica. Adesso ciò che conta davvero è raggiungere il prima possibile quota 40 in classifica.

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