E se poi si stanca?

E se poi si stanca?

Dopo il sondaggio proposto nei giorni scorsi, che ha evidenziato come tanti tifosi rossoblù siano disposti ad abbonarsi ma anche un fortissimo malcontento attorno a Roberto Donadoni, in attesa di Bologna-Roma mi preme sviscerare un altro argomento che da qualche tempo va per la maggiore. Più volte, in particolare sul Web, capita di imbattersi in un pensiero a dir poco curioso: «E se poi si stanca?». Ovviamente riferito a Joey Saputo e alla sua avventura sotto le Due Torri. Ma davvero qualcuno crede che un imprenditore solido, stimato e ambizioso possa immettere nella casse di un club oltre 100 milioni di euro per poi consegnarlo in mano al sindaco? Rispondo io senza timore di essere smentito: follia. Non esiste questa possibilità, mai al mondo. Perché mai Saputo dovrebbe gettare dalla finestra quanto investito finora, passando anche per una persona poco seria agli occhi della gente?
Il magnate italo-canadese ha dato nuova vita al Bologna, e per questo andrà sempre portato in palmo di mano. Anche lui, però, non è infallibile, e qualche errore l’ha commesso. Uno di questi potrebbe essere, uso il condizionale, quello di proseguire ancora con Donadoni, allenatore ormai inviso alla piazza. Personalmente vorrei porre una domanda al mister: «Lei è contento di quanto fatto in questi tre anni sulla panchina rossoblù?». Una risposta in tal senso, se mai dovesse arrivare, renderebbe chiare tante cose. Comunque, l’eventuale riconferma del tecnico porterebbe inevitabilmente al malcontento di gran parte della tifoseria, al mancato rinnovo dell’abbonamento o, ben che vada, a fischi e proteste dopo la prima partita sbagliata. La speranza, quindi, è che chi di dovere ci pensi con estrema attenzione prima di procedere in tal senso. Così come mi auguro che le voci su nuovi potenziali acquisti (Lapadula e similari, per intenderci) rimangano tali. Un progetto di crescita sportiva, per essere definito tale, necessita di nomi ben più importanti rispetto a quello di una punta capace di segnare solo due gol su rigore nel campionato in corso.
E se poi si stanca? E se poi si stanca passerà la mano ad un altro imprenditore. «Ti meriti Guaraldi», la pronta risposta di chi non tollera gli scontenti e li bolla come ‘maigoduti’. Ognuno, però, tifa a modo proprio: chi si arrabbia per troppo amore, chi fischia sperando in una scossa, chi accetta tutto e continua a sostenere la maglia. Le varie sfaccettature non stabiliscono chi è il vero tifoso, non c’è una regola scritta, si può sostenere anche non andando allo stadio perché stanchi di assistere al solito spettacolo mediocre con la speranza che questa presa di posizione cambi qualcosa. Sì, ormai è un dato di fatto, in parecchi si stanno allontanando dal Bologna (temporaneamente, perché l’amore per la propria squadra del cuore non muore mai), avviliti da un ambiente piatto e grigio che non riesce a generare entusiasmo. E se poi si stanca? È molto più facile che si stanchino i tifosi. Staremo meglio e avremo più spazio in un Dall’Ara semivuoto? Basta accontentarsi. In fondo è una virtù anche quella.

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