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Gestire la pressione, fare il nostro gioco, battere l'Udinese. E poi via, verso la salvezza

Gestire la pressione, fare il nostro gioco, battere l’Udinese. E poi via, verso la salvezza

Pur con Mihajlovic sulla panchina del Bologna, sapevamo un po’ tutti quanto fosse alto il rischio di restare a bocca asciutta contro Roma e Juventus, squadre che non sempre rubano l’occhio ma al minimo errore ti puniscono. È altrettanto vero che tutti avremmo firmato per rimanere a sole tre lunghezze punti dall’Empoli, al momento quartultima ma in evidente difficoltà (non tragga in inganno la sonante vittoria di due settimane fa ai danni di un Sassuolo ‘vacanziero’, scenario che purtroppo potrebbe ripetersi domenica prossima contro il Parma. E mi fermo qui).
Ma al di là della classifica, come sono usciti i rossoblù da questo doppio impegno proibitivo? Mancano quattro punti, almeno. Sinisa ha dato un volto, un’identità e una personalità ad una squadra che in fin dei conti non era poi così modesta come in tanti (me compreso) avevano pensato. Come può il cambio di manico trasformare così nettamente un gruppo? Se non ne hai, non ne hai, se sei debole resti debole. Per farmi un’idea chiara ho letto e ascoltato ogni tipo di commento, fra cui: «Anche se ci fosse Guardiola non potrebbe farci nulla, la rosa è questa». Delle due l’una… O il Bologna è modesto, oppure l’allenatore ha fatto la differenza. La prima ipotesi non regge, con il tecnico serbo è cambiato tutto, come dal giorno alla notte.
Però, c’è un però. Nelle prime 6 giornate del girone d’andata, il Bologna aveva ottenuto 4 punti (divenuti 7 dopo la vittoria sull’Udinese), in quello di ritorno 5 (ricordando che contro Spal e Frosinone c’era ancora Inzaghi), e ora si appresta alla determinante sfida alla Dacia Arena. Tante volte abbiamo parlato, forzando un po’ la mano, di partita della vita, ma stavolta è realmente così. Perdere a Udine, rigenerando una formazione forse ancora più spenta dell’Empoli, significherebbe scavare un solco quasi insormontabile: -7 proprio dai friulani (che devono anche recuperare il match con la Lazio) e -6 dai toscani, dando appunto per scontato il successo sul Parma.
È vero, sarebbe meglio non caricare l’ambiente di eccessiva pressione, ma siamo quasi a marzo e la situazione si è complicata a tal punto da non poter più sbagliare. Rimango comunque convinto che il gioco espresso dal nuovo Bologna targato Mihajlovic darà presto i suoi frutti, nonostante i padroni di casa si chiuderanno a riccio in difesa e proveranno a ripartire in contropiede, al fine di salvaguardare il margine accumulato in classifica. I felsinei, dal canto loro, non possono più accontentarsi di un pareggino, e conoscendo la tempra di Sinisa sono sicuro che scenderanno in campo all’insegna del coraggio per fare bottino pieno (cosa che non sarebbe mai avvenuta con Inzaghi. Ahinoi mi tocca tornare sempre su Pippo, che per le sue qualità da mister può essere accostato giusto all’altro ex rossoblù Diego Lopez, non di più).
La pressione, dicevo. Pur senza esagerare, sarà tanta, ma il condottiero Sinisa ha già dimostrato di saper gestire situazioni difficili, e la lucidità con cui sta affrontando questa sua seconda esperienza sotto le Due Torri, mi porta a pensare che Poli e compagni si presenteranno all’appuntamento nelle condizioni psicologiche ‒ oltre che fisiche ‒ migliori. Domenica il Bologna si gioca la Serie A, o quantomeno il diritto a lottare per la salvezza fino alla fine. Si deve e si può vincere, io ci credo.

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