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Il Bologna fa gruppo, l'Empoli ha paura

Il Bologna fa gruppo, l’Empoli ha paura

Difficile interpretare l’esonero di Iachini. Se sia, cioè, il sintomo apicale di una società in difficoltà o se invece sia un segnale di forza mandato alla vigilia di una sfida decisiva. Di sicuro ha tutto da beneficiarne il Bologna, che una guida sicura da sei giornate ce l’ha, per quanto chiamata con estremo ritardo. Già una volta l’Empoli ha pagato l’immobilismo decisionale nell’epilogo del campionato, facendosi rimontare dal Crotone negli ultimi otto turni del 2016-2017. Forse proprio per non ricalcare le stesse omissioni praticate con la gestione Martusciello, in Toscana hanno pensato di dare una scossa in vista delle curve finali. Perché in Serie A, ormai, più che di progetti tecnici si vive di scossoni. Lo sa bene il Bologna, che assunse Inzaghi come reazione a Donadoni, salvo poi assumere Mihajlovic come reazione ad Inzaghi. Poco cambia, comunque, nel percorso che attende i rossoblù.
Nella Serie A a 20 squadre (38 giornate) sono retrocesse ben 33 delle 42 formazioni che stazionavano negli ultimi tre posti alla 26^. Ma se numeri e probabilità remano contro i felsinei, gioca a favore un ritrovato spirito di comunità tra squadra, ambiente e allenatore, al quale sarebbe bello (stavolta lo diciamo senza polemica) che partecipasse anche il presidente in persona. A Bologna basta veramente poco per entusiasmarsi. E il fatto di essere una piazza con la memoria corta (altrimenti non avremmo contestato Gazzoni nel 2001, a meno di due anni dalla semifinale UEFA) regalerebbe a Saputo una nuova ventata di popolarità, dimenticando le 72 sconfitte in 142 partite. Se c’è bisogno di tutti, figurarsi se non c’è bisogno del patron.

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