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Il Bologna è vivo ma i dubbi su Inzaghi aumentano, non si può non vincere mai

Il Bologna è vivo ma i dubbi su Inzaghi aumentano, non si può non vincere mai

Il pareggio di Ferrara è un’arma a doppio taglio. Importante, perché un’eventuale vittoria dei padroni di casa avrebbe segnato un solco tra le due squadre e non avrebbe consentito di allungare sul Frosinone e accorciare sull’Udinese. Allo stesso tempo, però, ha permesso alla Spal di conquistare il bonus del confronto diretto (0-1 all’andata al Dall’Ara), con i felsinei che a fine stagione dovranno per forza piazzarsi davanti agli estensi in classifica per restare in Serie A.
Nel primo tempo, il campo ha raccontato di un Bologna assoluto padrone che avrebbe strameritato il doppio vantaggio. Tante le occasioni sprecate ma soprattutto create, cosa che non eravamo più abituati a vedere, grazie in particolare ad un ottimo Soriano e al sempreverde Palacio. Purtroppo però, come spesso capita, quando non chiudi i conti rischi di essere punito, anche perché nella ripresa era prevedibile un calo. Almeno un po’ fisicamente, visti i ritmi tenuti, ma anche mentalmente, come già accaduto in diverse occasioni.
Torno ancora a toccare il tasto allenatore e lo faccio con dispiacere, come dissi già in un articolo datato 27 novembre. A mio parere Inzaghi non è il tecnico giusto per guidare questa squadra alla salvezza. Vuoi per la testardaggine nel proporre e riproporre un 3-5-2 che ha fatto più danni della grandine (bene i discorsi sull’interpretazione, ma anche il modulo conta eccome per esaltare o meno le caratteristiche dei giocatori), vuoi per la scarsa esperienza e malizia, doti necessarie quando si è chiamati ad uscire da una situazione di classifica non disastrosa ma comunque complicata. Bene avrebbe fatto la società a cambiare il manico già da diverso tempo, del resto le occasioni per farlo non sono mancate.
Società che, intanto, sta facendo tutto il possibile sul mercato per rinforzare l’organico. Dopo gli ottimi innesti di Soriano e Sansone, giocatori di certificata qualità, sono vicini anche Caceres, Spinazzola e, nonostante il gol segnato all’Empoli, Farias. Ma dal mio punto di vista non cambierà molto, con Pippo in panchina ci sarà da soffrire fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata (e sarebbe già positivo), e adesso anche un nuovo mister incontrerebbe forse delle difficoltà nel rimettere le cose a posto: troppa acqua è ormai passata sotto i ponti, nessuno ha la bacchetta magica.
Le statistiche sono sotto gli occhi di tutti e raccontano di un successo che in campionato manca dal lontano 30 settembre (Bologna-Udinese 2-1). Non battere questa Spal, coriacea ma modesta e anch’essa in cerca di una vittoria da tempo immemore, non è certo un segnale positivo. Per forza di cose sarà obbligatorio affondare il Frosinone domenica prossima, non esiste altra soluzione. Non si facesse bottino pieno, lo scenario diventerebbe tetro e sarebbe pressoché impossibile confermare ancora Inzaghi. Non è più tempo di sperare nel sol dell’avvenire: Frosinone o Inter che sia, contano solo i tre punti.

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