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Incognita Bologna: difficile capire dove possa arrivare questa squadra. Oltre a Inzaghi, il valore aggiunto può essere Destro

Incognita Bologna: difficile capire dove possa arrivare questa squadra. Oltre a Inzaghi, il valore aggiunto può essere Destro

Sono passati ormai due mesi da quando il Bologna è uscito sconfitto per 1-0 dalla Dacia Arena di Udine e ha terminato la stagione al quindicesimo posto in coabitazione col Cagliari, salutando uno dei campionati più brutti e avari di soddisfazioni degli ultimi anni. Quel giorno è terminata anche l’era Roberto Donadoni, che a detta di molti ha influito in negativo su un piazzamento finale che poteva essere migliore di quanto non lo sia effettivamente stato. Tre anni di difficoltà e di sberloni in faccia in giro per l’Italia, ma soprattutto in casa propria, non potevano non concludersi con l’allontanamento di un tecnico che aveva di fatto abituato una città intera alla mediocrità. Anzi, ancora peggio, alla sconfitta.
Da allora il mercato è entrato subito nel vivo con l’ufficializzazione di Mitchell Dijks e in seguito di Arturo Calabresi, Lukasz Skorupski, Federico Santander, Diego Falcinelli e Mattias Svanberg, oltre al ritorno dal prestito al Lanús di Nehuén Paz. Da contraltare la cessione pesante di Simone Verdi, l’addio del figliol prodigo Adam Masina, il sacrificio di Federico Di Francesco, il saluto ad Antonio Mirante e l’ennesimo giro di ruota in cerca di fortuna per Lorenzo Crisetig. E qualcosa ancora accadrà.
Ma quanto vale, a poco più di un mese dalla fine del mercato (da quest’anno le trattative si concluderanno il 17 agosto) questo Bologna? Certamente influirà non poco l’avvento di Fiippo Inzaghi, figura carismatica di cui la città aveva bisogno, e del suo entusiasmo. Super Pippo che però, come si suol dire, non può fare miracoli. Dare un giudizio definitivo su questo organico è complicatissimo, ancora di più ipotizzare la posizione in classifica. Troppe le incognite, diverse le pedine mancanti, da monitorare con attenzione il mercato delle concorrenti.
Alzi la mano chi conosceva già Federico Santander, che nelle fattezze ricorda tanto Ivan Zamorano, con la speranza che sul campo non si dimostri più un Hugo Rubio. Stesso discorso va fatto per Mitchell Dijks, che sì arriva da un club prestigioso come l’Ajax, ma che a causa del pessimo rapporto col tecnico Erik ten Hag aveva anche pensato di appendere gli scarpini al chiodo a soli 25 anni. Senza dubbio molto positive, invece, le conferme di Godfred Donsah, Ibrahim Mbaye (a maggior ragione se impiegato da centrale) e Rodrigo Palacio, giocatori che torneranno molto utili alla causa.
Ad oggi mancano un esterno destro e un altro stopper, perché viene difficile pensare di riproporre una difesa che, se nella prima fase dello scorso campionato si era ben comportata, nella seconda era letteralmente sprofondata. Serve un leader, guai a scherzare col fuoco. E, spostandosi in attacco, guai dare via Mattia Destro, uno dei migliori giocatori in organico, nonostante un atteggiamento non sempre combattivo abbia fatto spesso irritare i tifosi. Se sfruttato a dovere, è in tal senso il 3-5-2 di Inzaghi sembra un abito fatto su misura per lui, il numero 10 è un signor centravanti e può arrivare senza problemi in doppia cifra.
Diventa quindi arduo capire quanto può valere l’attuale organico. C’è chi addirittura firmerebbe un diciassettesimo posto, chi invece spera nell’Europa, chi più lucidamente si accontenta di un campionato sereno con qualche squillo di tromba contro le big. La forbice pare piuttosto stretta e a grandi linee va dall’undicesima-dodicesima posizione in giù. Dipenderà molto dai gol di Santander e dalle sgroppate di Dijks, da chi sarà l’esterno di centrocampo e dall’arrivo di un centrale con la C maiuscola (ma attenzione, non è affatto scontato che ciò avvenga). C’è ancora un po’ di tempo prima del gong, quando si avrà un’idea più chiara sul valore della squadra e si potranno tirare le somme, anche se ognuno di noi in cuor suo spera nel miglior piazzamento possibile. Certamente sarà un Bologna battagliero, con meno qualità ma tanti chili in più, e la cui parola d’ordine sarà principalmente una: intensità.

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