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La squalifica è alle spalle, bentornato Pulgar. Il Bologna ha tanto bisogno di te, però...

La squalifica è alle spalle, bentornato Pulgar. Il Bologna ha tanto bisogno di te, però…

Sarà che da sempre il cuore dei tifosi scalpita per la punta, il giocatore deputato a segnare e a far esplodere la gioia, o sarà che nella fattispecie rossoblù Mattia Destro rappresenta l’investimento più importante della storia recente del club e la sua condizione atletica viene costantemente monitorata con particolare premura, ma è ancora fresco il ricordo di un ambiente che, ormai due anni fa, chiedeva a gran voce un sostituto all’altezza del centravanti ascolano, qualcuno che potesse rimpiazzarlo in caso di problemi fisici.
Allo stesso modo, da tempo, ogni squalifica o piccolo acciacco di Erick Pulgar viene accolta con mestizia, accompagnata dal ritornello «ma se alla prossima non giocherà, chi farà il suo lavoro lì nel mezzo?». Durante le finestre di mercato, però, raramente viene invocato l’acquisto di un elemento dalle caratteristiche simili a quelle del cileno (fresco di rinnovo fino al 2022), più che altro si scrollano le spalle e si commenta con un «pazienza, se Pulgar salterà qualche partita giocherà Nagy».
Nelle gerarchie di molti, l’ungherese è un ripiego e nulla più, una pedina collocata in mezzo al campo in situazione di emergenza, nella speranza che non faccia troppi danni e contribuisca a salvare la pelle. Eppure, le statistiche fatte registrare da Adam Nagy quest’anno ci dicono che quando la scelta è ricaduta su di lui, i felsinei hanno conquistato lo stesso numero di punti (9) raccolti con Pulgar, con la differenza che il magiaro ha disputato solo 9 partite e il sudamericano ben 16. Le 2 vittorie sotto la gestione di Filippo Inzaghi sono arrivate con il 3-5-2 e Nagy in mediana, e 5 sono in generale i risultati utili ottenuti con il ragazzo di Budapest sul rettangolo verde. Sono invece state 7 su 16 le occasioni in cui ha giocato Pulgar dal primo minuto e il Bologna ha strappato almeno un punto (la vittoria di San Siro contro l’Inter e 6 pareggi).
Queste cifre sembrano smentire l’assunto secondo cui i rossoblù rischiano di colare a picco in assenza dell’ex Universidad Católica, mancando di solidità, compattezza tra i reparti e persino della capacità di verticalizzare di cui almeno sulla carta il ragazzo disporrebbe. Sicuramente Nagy offre alla squadra un apporto diverso, fisicità e temperamento non fanno parte del suo bagaglio, ma i numeri di queste 26 giornate di campionato non dipingono un ripiego, bensì un calciatore di sicuro affidamento.
Domani contro il Cagliari Pulgar si riapproprierà della sua maglia, dopo aver saltato la dolorosa trasferta di Udine causa squalifica, e per il Bologna resta indubbiamente una buona notizia, perché anche alla luce di certi dati il suo talento non è in discussione. Per il rush finale di campionato, però, va chiesto al cileno di ribaltare uno scenario che al momento non gli fa troppo onore, di invertire un trend che lo vede insostituibile solo sulla carta. C’è bisogno insomma del vero Pulgar, quello cresciuto fino a diventare leader con Roberto Donadoni in panchina, e del suo essere un po’ combattente e un po’ geometra. Insomma, un giocatore imprescindibile che al primo accenno di raffreddore stimoli la piazza a richiederne un vice all’altezza.

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