Contro l'Inter senza paura, gli incantesimi prima o poi si spezzano

Contro l’Inter senza paura, gli incantesimi prima o poi si spezzano

Seconda battuta d’arresto consecutiva per il Bologna di Roberto Donadoni, ma questa volta fa ancora più male se messa a confronto con lo 0-3 di domenica scorsa. Proprio così, considerando che dall’altra parte non c’era il Napoli, bensì una Fiorentina con addosso un enorme cartello recante la scritta “lavori in corso”, per via di una rosa profondamente cambiata che sul campo non ha dimostrato chissà cosa in più dei rossoblù. Questa sconfitta porta quindi un po’ di malumore, perché immeritata e perché il prossimo impegno dice Inter, una montagna ardua da scalare per Mirante e compagni, che l’anno scorso non sono mai riusciti a porre neanche un mattoncino contro le cosiddette ‘big’.
Eppure questa sembra una squadra diversa rispetto a quella vista nella passata stagione: ha una sua identità, una sua quadratura, maggiore fiducia nei propri mezzi e un Palacio in più nel motore. Avevamo definito il derby dell’Appennino come una sfida in grado di chiarire quale sarebbe stata la strada intrapresa dal Bologna in questo campionato. Ecco, oggi non possiamo parlare di una netta bocciatura, di bianco o di nero, di giorno o di notte, ma solo di un forte rammarico per una classifica che poteva senza dubbio essere migliore.
Contro la formazione degli ex Stefano Pioli e Pantaleo Corvino, si sono comportati bene i due centrali difensivi, e altrettanto hanno fatto i tre elementi di centrocampo, con Pulgar che ha rimediato al brutto errore di una settimana fa e al successivo scivolone in salsa social. In ombra i due esterni d’attacco Verdi e Di Francesco, monumentale invece il già citato Palacio, fuoriclasse vero. Ancora un po’ appannato Mirante, mentre resta un mistero l’atteggiamento di Donadoni nei confronti di Mbaye e Donsah, sempre tra i migliori quando chiamati in causa ma regolarmente panchinati da questo o quel giocatore, fate voi un nome a caso.
Martedì sera, molto probabilmente davanti agli occhi del patron Joey Saputo, arriverà al Dall’Ara una grande del nostro calcio, e c’è da sfatare una sorta di tabù. Gli incantesimi, o meglio le maledizioni, prima o poi si spezzano. Un altro k.o., beffardo o meno che sia, non può e non deve verificarsi, perché a quel punto l’ambiente rossoblù verrebbe pervaso da quell’aria di pessimismo e fastidio che mai e poi mai una squadra di calcio dovrebbe respirare.

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Foto: bolognafc.it