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L'orgogliosa rivendicazione del patrimonio storico

L’orgogliosa rivendicazione del patrimonio storico

Quando Joe Tacopina rendeva omaggio alla tomba di Renato Dall’Ara e faceva recintare il logo del Bologna perché non venisse calpestato, recuperava con modi pittoreschi quello che da anni veniva sistematicamente trascurato. Il culto della storia non passa certo da una visita occasionale ad un caro estinto. E pazienza pure se il logo della squadra viene calpestato da qualche distratto avventore della Terrazza Bernardini (oggi, poi, su quel logo è stato steso il parquet, rendendo così il ‘reato’ non più sanzionabile). Quel che mancava, però, era l’orgogliosa rivendicazione del patrimonio storico, che è anche la più redditizia fonte di prestigio di un club che dal 1982 oscilla sempre tra Serie A, B e purtroppo anche C.
Dopo quasi cinque anni alla guida del Bologna, Joey Saputo sembra aver dato una netta virata anche a quest’aspetto. Chiunque tifi Bologna oggi non ha alibi: una folta pubblicistica (ufficiale e non), alla quale anche chi scrive ha immeritatamente contribuito, ricorda a tutti i primati incancellabili di questa squadra, la prima italiana a vincere in Europa, la prima italiana a battere sul campo un club inglese, la prima italiana a sconfiggere una squadra inglese oltremanica, la prima squadra italiana ad apparire in televisione, il primo club italiano a dotarsi di uno stadio con una tribuna in cemento armato e anche la prima squadra a giocare in notturna in Italia. Il prossimo passo sarà rendere edotti di tutto questo anche i giocatori che vestono la maglia rossoblù. Se vogliamo tornare in Europa, aiuta sapere che siamo stati i primi italiani a vincervi qualcosa.

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