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Grazie Mattiello

Grazie Mattiello

In questo campionato non retrocederà chi perde di più, ma chi pareggia di meno. Poco importano le sconfitte con Roma e Juventus, due partite che hanno fornito comunque ciò di cui il Bologna aveva più bisogno: l’autostima. La distanza tra i rossoblù e l’Empoli è rimasta invariata rispetto all’esonero di Inzaghi: 14 e 17 a fine gennaio, 18 e 21 a fine febbraio. Ma intanto il grumo di calendario più insidioso è alle spalle (Inter, Roma, Juventus), mentre l’Empoli nelle prossime giornate si prepara ad affrontare Roma, Juventus e Napoli. Mihajlovic, insomma, ha centrato un primo parziale positivo: ha tenuto la concorrenza entro una distanza colmabile e ha recuperato in un mese l’autostima di cui questo ambiente sembrava ormai completamente privo. Gli applausi a fine gara contro la capolista valgono molto più di ogni immaginazione.
La squadra si può salvare, è vero. Ma è altrettanto vero che nella situazione in cui si trova, tutto può precipitare da un momento all’altro. Basta una congiuntura sfavorevole (vittoria di altri e sconfitta in uno dei quattro scontri diretti) per formare un fossato psicologicamente invalicabile tra la terzultima e la quartultima. Lo scorso anno, a questo punto della stagione, terzultima era la Spal con 17 punti e quartultimo il Crotone con 21. Sappiamo tutti com’è finita. È solo questione di nervi. Tenerli saldi, come sta facendo Mihajlovic, è il primo passo per non buttare tutto alle ortiche. E in questa situazione, ancora rimediabile, pensiamo con gratitudine a Mattiello, che facendosi espellere al 14′ del primo tempo col Frosinone ha generato quel cortocircuito salvifico che ha accelerato le decisioni della società su Inzaghi. Riuscite a immaginare dove saremmo se quella gara fosse finita 0-0?

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