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Rassegna stampa 08/05/2018

Da Napoli cattiverie e falsità su Verdi, uno squallido teatrino

Torno per un attimo sull’argomento Simone Verdi ma prometto a me stesso di non farlo più, anche se il cabaret che in queste ore sta andando in scena nel capoluogo campano e sui media nazionali rasenta ormai il ridicolo, anzi, lo squallido. Era pressoché certo che un rifiuto del giocatore avrebbe scatenato un enorme putiferio, perché in un calcio malato come è quello di oggi, sacrificato e prono dinnanzi al denaro, il valore della persona è solo un optional: malissimo una grande fetta della tifoseria napoletana, che ha reagito al rifiuto di Simone come fosse un affronto. Resto sconcertato. Più di cinquemila commenti sul profilo Instagram ufficiale del giocatore, a cui sono state augurate le peggiori cose, dal fallimento professionale al cancro. Tutti noi bolognesi siamo più che mai vicini a Simone, sottolineando che toccare in tal modo la sfera personale dovrebbe essere passibile di denuncia.
Forse ancora più gravi e vergognose (sì, vergognose) sono però state le parole di giocatori e allenatori (ci riferiamo quindi a personaggi pubblici che dovrebbero sapere come si sta al mondo) passati all’ombra del Vesuvio e/o napoletani veraci, che hanno letteralmente massacrato il fantasista rossoblù e preso per i fondelli a più riprese una città ricca, gioviale, garbata, a misura d’uomo. «Verdi, hai fatto bene! Questa è una città per uomini veri, con carattere, personalità e voglia di accettare tutti i giorni grandi sfide. Soldi a te, orgoglio e dignità a noi napoletani», sentenzia uno. «Rifiutare Napoli in questo momento è una grande sciocchezza, forse c’è sotto qualcosa», chiosa l’altro. E così arriviamo al punto finale, quello della dietrologia, perché in effetti è impensabile che il fantasista di Broni abbia rinunciato alla prima in classifica senza un secondo fine. La domanda in voga in queste ore è proprio: «Cosa c’è dietro al no di Verdi?». Ve lo dico io: le coglionate di tanta gente che di Simone, del Bologna e di Bologna non sa davvero nulla.

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