Sempre e Comunque
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Inzaghi:

Nessuna mossa, solo silenzio. Ma sperare di salvarsi così è un rischio enorme

Ogni volta che mi trovo a scrivere un articolo, mi rendo conto di dover combattere con una doppia personalità. Una parte di me ricorda come debba essere professionale nel raccontare la reale situazione del Bologna: complicata, fin troppo, ma lo prevedevo già da fine agosto. L’altra parte è il tifoso che non vuole arrendersi mai, che ha amato e sempre amerà i colori rossoblù, si tratti di Serie A, B o C. Domenica sera i miei due io hanno fatto pace e si sono guardati sconsolatamente negli occhi.
Facendo un passo indietro, quando per primi annunciammo che il nuovo allenatore sarebbe stato Inzaghi, ne fui felicissimo: finalmente una scelta coraggiosa, finalmente un mister con cui provare a tracciare un percorso interessante, finalmente un tentativo concreto di programmazione. Non sapevo però che gli sarebbe stata consegnata una squadra povera di qualità e quindi destinata a ballare sul filo del rasoio, non adatta per un tecnico quasi emergente nel massimo campionato.
Senza fare troppa dietrologia, vengo all’oggi e mi levo il dente: con l’attuale allenatore, salvare la pelle sarà un’impresa. Lo dico con enorme dispiacere, nonostante Pippo nostro mi disturbi molto quando ‘paraculeggia’ nelle conferenze stampa post partita. «In questo momento saremmo salvi» era il refrain delle scorse settimane, subito variato con un nuovo motto non appena scivolati in zona retrocessione: «Per guardare la classifica è presto».
Entrando ancor più nello specifico, credo purtroppo non ci si possano aspettare chissà quali miglioramenti sul campo, perché la rosa non offre grandi appigli a cui aggrapparsi. Anzi, chi ha cavalcato la politica dei piccoli passi, aspettando e sperando nel domani, ha fornito giustificazioni e contribuito a far perdere tempo prezioso, con la conseguenza che le prossime sfide saranno determinanti per le sorti della stagione. A Empoli e Udine hanno già preso provvedimenti, anche buoni a quanto pare.
Infine, sono sincero, non capisco e non gradisco il comportamento di Joey Saputo. Non una parola al termine delle sue visite sotto le Due Torri, quasi fossero delle gite di piacere. Dopo il match contro la Fiorentina, incalzato da un audace giornalista, il patron ha addirittura tirato dritto senza neanche un cenno. Allo stesso modo, non comprendo il silenzio e l’immobilismo dirigenziale: forse si crede ciecamente nel lavoro e nelle capacità di Inzaghi, o forse anche a Casteldebole c’è la consapevolezza di aver costruito un Bologna che più di questo non può dare.

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