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Non dimentichiamoci di Corbo, il millennial strappato al Bayern Monaco e abituato a bruciare le tappe

Non dimentichiamoci di Corbo, il millennial strappato al Bayern Monaco e abituato a bruciare le tappe

È notizia recente che per la prossima stagione lui e Fallou Sarr saranno definitivamente aggregati alla Prima Squadra, ma Gabriele Corbo il prato del Dall’Ara ha già avuto occasione di calcarlo tre mesi fa.
Lunedì 13 maggio 2019, Bologna-Parma sta scivolando verso il 4-1 finale e ormai ai padroni di casa manca un solo punto per la matematica salvezza. Mihajlovic ha già fatto due cambi, inserendo Santander per Destro e Svanberg per Soriano, e utilizza l’ultimo a sua disposizione per regalare l’esordio in Serie A al primo millennial della storia rossoblù. Fa uscire Danilo, che in stagione fino a quel momento aveva saltato solo tre gare (due per infortunio e una per il massiccio turnover operato dal mister nella sfida di Bergamo contro l’Atalanta) e che ad eccezione di un Bologna-Chievo giocato solo per settanta minuti era sempre stato in campo fino al triplice fischio. Corbo assaggia il massimo campionato solo per una manciata di secondi, sufficienti per fargli dire, a fine partita, di aver appena vissuto i cinque minuti più belli della sua vita. Una vita, quella del ragazzo napoletano, da sempre all’insegna del pallone.
Il classe 2000 inizia a giocare a calcio a cinque anni all’Istituto Betlemite sui Colli Aminei di Napoli, e vi rimane fino agli otto anni di età. Si fa le ossa alla scuola calcio Damiano Promotion, al Calcio Azzurri di Torre Annunziata e nei Giovanissimi Regionali del Benevento, e nonostante sia ancora giovanissimo, gli addetti ai lavori iniziano già a parlare di lui. A undici anni l’Inter lo chiama per disputare un torneo giovanile a Lucerna, e dai dodici ai quattordici si aggrega una volta al mese agli allenamenti dei pari età della Juventus.
Il primo a credere veramente in lui è Vincenzo Raiola, che in quel periodo suggerisce a Gabriele e ai suoi genitori di non tentare subito il salto in una grande squadra, nonostante la corte della stessa Juventus e del Milan, ma di salire un gradino alla volta. Il difensore accetta così di aggregarsi alle giovanili dello Spezia, società nella quale completa la restante trafila nelle varie Under, culminata con una solidissima stagione in Primavera: 26 partite e addirittura 3 reti. L’anno successivo, precisamente l’11 maggio 2018, si toglie poi la soddisfazione di esordire in Serie B in maglia bianconera, in una gara dall’esito sfortunato per i liguri (l’Avellino vince 1-0) ma che rappresenta il trampolino definitivo per la sua carriera.
Nonostante su di lui abbia iniziato a muoversi con insistenza il Bayern Monaco, che lo fa persino partecipare al prestigioso FC Bayern Campus, nell’agosto del 2018 Corbo viene acquistato a titolo definitivo dal Bologna e firma un contratto quinquennale. Il ragazzo, che nel frattempo è passato sotto la procura di Mino Raiola, dovrebbe andare a rinforzare il pacchetto difensivo della Primavera felsinea, ma in realtà viene spesso chiamato in Prima Squadra e a fine stagione raccoglie poco più della metà delle presenze dei titolarissimi. Porta comunque il suo contributo ad un gruppo capace di centrare un fantastico tris: Torneo di Viareggio, campionato di Primavera 2 e Supercoppa di categoria. Il debutto in A non è altro che l’ennesimo passo importante sulla strada intrapresa da questo giovane di sicuro avvenire, che in ambito azzurro vanta già 25 presenze e 1 gol tra Under 17, 18 e 19.
Buona stazza (186 cm per 76 kg) e tanta personalità, al numero 25 rossoblù piace comandare la retroguardia anche dal punto di vista comunicativo, parlando molto e guidando i compagni. È dotato di un ottimo piede destro, che non solo gli consente di far cominciare l’azione ma anche di battere con pericolosità i calci piazzati, tanto che durante il suo percorso nelle giovanili è stato talvolta schierato come mediano. Ben consapevole dei suoi pregi e dei suoi difetti, trova nel lancio lungo, nelle letture di gioco e nello stacco di testa i suoi punti di forza, mentre deve migliorare con il piede debole e nella fase difensiva («vorrei rubare la cattiveria agonistica a Sergio Ramos»).
Per prendere in pianta stabile il posto di un colosso come Danilo è ancora un po’ presto ma, quando si fa la conta dei centrali difensivi su cui il Bologna potrà contare per la stagione 2019-2020, forse non si prende abbastanza in considerazione il nome di Gabriele Corbo, da sempre abituato a bruciare le tappe e senza alcuna intenzione di fermarsi proprio adesso, sul più bello.

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