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Per i bookmakers il Bologna può puntare alla parte sinistra della classifica

Non vedo (e non voglio vedere) il Bologna in Serie B

In primis, una sorta di mea culpa: ero certo della vittoria alla Dacia Arena. La sentivo addosso, troppo bello e quadrato il Bologna di Mihajlovic per non asfaltare un’Udinese che addirittura col fanalino di coda Chievo aveva rischiato seriamente di perdere. Ma il calcio l’ha inventato il diavolo. Primo tempo del Bologna ottimo, con i giocatori in maglia blu a triplicare su ogni avversario e a spendere energie in lungo e in largo, mentre i padroni di casa restano rintanati nella propria area. Il gol è nell’aria, ma il palo di Mbaye va ad aggiungersi alla lista degli episodi che in questo momento non girano nel verso giusto, dopo i legni colpiti contro Genoa, Roma e Juventus. Ancora più perplessi lascia il modo in cui arriva la rete che sblocca il match. Dei bianconeri, alla primissima occasione (se così può essere definita): ingenuità colossale di Poli, che perde un pallone sanguinoso come un novellino qualunque e concede un rigore assolutamente evitabile. In sintesi, dominano i rossoblù e segna De Paul. Rossoblù che però sono vivi e a ridosso dell’intervallo riaprono tutto con l’eterno Palacio, al terzo sigillo stagionale.
Nella ripresa ho poi sentito alcuni colleghi (li chiamo così anche se formalmente non sono un giornalista) parlare di una squadra che avrebbe meritato la sconfitta. Bugie. Solo negli ultimi venti minuti i ragazzi di Sinisa hanno perso le distanze e si sono un po’ sfilacciati, mentre i padroni di casa avevano impensierito Skorupski soltanto in un paio di circostanze. Sul capitolo giornalismo penso sia quindi ora di dire due paroline, pur con l’umiltà di chi non vuole insegnare niente a nessuno, perché francamente sono stanco di dover assistere a teatrini del genere. Detto e ribadito che la società ha commesso diversi errori, non ultimo l’esonero troppo tardivo di Inzaghi che comunque potrebbe risultare fatale, ho ricevuto e continuo a ricevere messaggi e telefonate in cui mi viene a chiare lettere detto che si spera nella retrocessione del Bologna perché la ‘triade’ deve andarsene da Casteldebole. Ebbene io credo che questo, oltre a non essere tifo (ma chiaramente non è obbligatorio tifare per il club di cui si scrive), non sia neanche giornalismo. Il bene supremo è la Serie A, e penso non ci sia nulla che possa minare tale concetto. Anche se qualcuno spera in un campionato travagliato per avere più audience o letture, io non sono fatto così. A fine anno entrerò più nello specifico, per ora mi fermo a questo (già grave di per sé, perché un clima tanto avvelenato non aiuta nessuno) prendendomi le mie responsabilità.
In conclusione, se subito dopo il triplice fischio di Udinese-Bologna ero sconfortato, ferito da una sconfitta contro una formazione mediocre ma soprattutto per il terzo k.o. di fila sotto la gestione Mihajlovic (anche se le avversarie precedenti portavano il nome di Roma e Juventus e le sconfitte erano state beffarde e ingiuste), ora penso con lucidità che nulla è perduto: non ce la faccio ad arrendermi, non vedo il Bologna in Serie B. La gara contro il Cagliari dovrà necessariamente portare una vittoria, non si scappa, mentre Empoli e Spal (altrettanto in difficoltà, seppur con qualche punto in più) se la vedranno in trasferta con Roma e Inter e avranno poi altre sfide proibitive da affrontare. Non che sia una consolazione, ma da queste parti abbiamo visto ben di peggio, come ad esempio perdere in casa dalla Reggina a cinque giornate dal termine e poi salvarsi. Questa squadra non è in affanno, ha davanti ancora dodici battaglie ed è a sole quattro lunghezze dalla luce. Chi non ci crede domenica prossima stia a casa, e se salvezza sarà, a fine anno non venga a sedersi al tavolo dei vincitori.

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