Onore a te Simone, orgoglioso come noi di essere bolognese

Onore a te Simone, orgoglioso come noi di essere bolognese

Solo pochi giorni fa avevamo scritto una lettera aperta a Simone Verdi, sperando nella sua permanenza in maglia rossoblù e credendo fermamente alla parole da lui spese. Alle parole hanno poi fatto seguito i fatti: ha vinto il cuore, ha vinto l’uomo, ha vinto una città intera. In queste ore abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto provenire dai media nazionali, ne è uscita una Bologna derisa, quasi disprezzata. Ora il no definitivo di Verdi al Napoli appare come lesa maestà, un crimine inaccettabile, un’onta che la prima in classifica non avrebbe mai e poi mai dovuto sopportare, nemmeno nel più brutto degli incubi. Tante le offese pervenute al giocatore attraverso i social, altrettante alla sua compagna, sfottò sul club felsineo a non finire, persino la favola della volpe e dell’uva…
La realtà dice però che Bologna, grazie al rifiuto del suo fantasista, tiene alta la testa, come ha sempre fatto anche nei momenti più difficili della sua storia, memore di essere una delle società più blasonate del calcio italiano. Perchè Bologna ha fatto la storia del football, era “lo squadrone che tremare il mondo fa”, era la formazione del “così si gioca solo in Paradiso”, e queste sono cose indelebili, passate attraverso i nostri nonni e i nostri genitori, gloriosi globuli rossoblù che inevitabilmente scorrono e scorreranno sempre nelle nostre vene. Bologna merita rispetto, Bologna è la capitale della cultura, Bologna può vantare la sua arte culinaria, Bologna è città ospitale, mai banale, magica. Voi che non la vivete tenetevi i titoloni, i falsi moralisti, gli scudetti cuciti sulle maglie ancora prima di essere vinti. Ma tenetevi anche i rifiuti. E adesso si proceda a vestire il Nettuno con la maglia di Simone, orgoglioso come noi di essere bolognese.

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