Arthur, agente Donsah:

Perdere così fa male, il Bologna come un ospite in casa propria

È un male congenito, un problema che si è presentato sotto forma subdola e al quale, ad oggi, nessuno è stato in grado di trovare una cura efficace. L’incapacità di imporsi (salvo qualche sporadico caso) contro le big del nostro campionato e/o di ridare vita a chi invece ne ha bisogno (vedi Crotone e Milan) è una peculiarità che il Bologna porta nel proprio DNA. Inutile sottolineare come, senza un’inversione di tendenza sotto questo aspetto, non si potrà mai ambire a nulla che non sia più di un anonimo campionato. La sconfitta odierna con la Juventus fa male, per come è arrivata e per come è stata accolta. Fa male perché non è stata venduta cara la pelle e perché per i bianconeri è stato poco più di un allenamento. Fa male perché le parole pronunciate da Donadoni in conferenza stampa non sono una sana autocritica ma le solite giustificazioni che ciclicamente ci vengono propinate, ancora e ancora: «L’approccio alla partita è stato giusto, la Juventus è una realtà troppo lontana». Ne sarà felice Joey Saputo, che di milioni in questo club ne ha messi più di cento per una squadra che sembra tutto tranne quella di un miliardario.
Poi una stoccata a Destro, proprio perché non vogliamo farci mancare nulla: «Non è bello che Mattia sia uscito ridendo, domani gli chiederò perché l’ha fatto». Mister, ci perdoni, ha sorriso tutto lo stadio. Richiamare in panchina l’unica punta di ruolo e proprio nel giorno in cui non si può contare nemmeno su Palacio è una decisione che, appunto, non può far altro che sorridere. E sarebbe anche bene che un attaccante facesse l’attaccante, perché quando ripiega difensivamente può generare i problemi che oggi tutti abbiamo visto, ovvero un fallo evitabile trasformatosi in una punizione letale.
Ma tutto passa in cavalleria, siamo ormai abituati a stendere il tappeto rosso a chi viene a farci visita. Malinconicamente chiniamo la testa, sprofondiamo nuovamente nel solito anonimato che da tre anni a questa parte ci accompagna. È però importante ricordare che ora ci sono due partite da non perdere assolutamente, perché (soliti luoghi comuni a cui accennavamo non più tardi di ieri) sembrerebbero alla nostra portata. Chievo e Udinese, vietato sbagliare. Le vittorie di Verona, Spal e Crotone avvicinano la zona bassa a sole sette lunghezze. È evidente, trattasi di esasperazione del concetto stesso, ma fare punti sarebbe meglio. Se non altro per vivere un Natale e un felice anno nuovo ‘sorridendo’, tanto per restare in tema.

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