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Pulgar non è mai stato un leader, il Bologna non si è indebolito

Pulgar non è mai stato un leader, il Bologna non si è indebolito

Con la partenza di Erick Pulgar il Bologna non si è indebolito, ma si è solo messo nella condizione di dover comprare un suo sostituto. Pulgar non è mai stato un leader del gruppo rossoblù, pur facendone parte da quattro anni. Era partito da riserva di Diawara, e tale è rimasto finché il guineano non è stato venduto. Non è un assist-man (solo 3 in 4 stagioni) né un goleador, a meno che non lo si elegga rigorista di squadra, dote che ha dimostrato di assolvere ineccepibilmente, almeno nell’ultima stagione; propende a ricevere cartellini con disinvoltura (1 ogni 296 minuti) e suoi errori in disimpegno hanno spesso portato a subire ripartenze fatali (emblematica la punizione a metà campo che spalancò il contropiede del Frosinone nella sconfitta che segnò il destino di Inzaghi). Mihajlovic lo ha rigenerato? Sì, come è capitato a tutto il resto della truppa.
Se Pulgar ha dimostrato qualcosa in questi quattro campionati è che raramente si è discostato dalla media delle prestazioni dei compagni: quando la squadra girava, girava anche lui, e viceversa. Il cileno, insomma, non era un muro portante della formazione felsinea, e a 10 milioni (cifra che ormai era vincolata alla clausola rescissoria di 12) è stato giusto cederlo. Tantopiù considerando che le sue parole avevano già seppellito ogni idea residua di permanenza («Grazie Bologna, ma voglio giocare per traguardi più ambiziosi», aveva detto in Cile mentre qui avevamo da poco appreso della malattia di Sinisa). Se quelle ambizioni ci siano davvero, alla Fiorentina, non è dato sapere. Ma considerata l’esasperata lentezza che ha impiegato per rinnovare il suo contratto in scadenza, c’è da credere che a Casteldebole nessuno si sia strappato i capelli per questa cessione. Il Bologna troverà altri Pulgar in Sudamerica. Difficilmente Pulgar troverà altre società disposte ad aspettarlo così pazientemente per tre intere stagioni prima di arrivare alla quarta, quella della sua consacrazione.

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