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Meno rimpalli, più autocritica

Meno rimpalli, più autocritica

Forse Inzaghi al momento della firma non si è preso mezzora per contare quante sconfitte aveva subìto il Bologna negli ultimi tre anni. Glielo ricordiamo noi: 58, ovvero una ogni due partite. La metà. Come se andare allo stadio, dal 2015 ad oggi, avesse comportato una probabilità del 50% di veder perdere la propria squadra. Questa premessa per assicurarlo su una cosa: quando perdiamo, siccome non ce ne stupiamo come fosse la prima volta, non occorre tirare in ballo la sfortuna, il caso, il rimpallo, l’alieno che passava di lì, la congiuntura astrale, lo spread, il global warming o altro ancora. Abbiamo perso e basta. Per demerito, inferiorità tecnica, insipienza, disorganizzazione, disattenzione, difetto di fabbricazione. Abbiamo perso. Per-so. Siamo stati bat-tu-ti.
Al tifoso o spettabile avventore della domenica non importa sentirsi dire «il loro tiro ha sbattuto sul palo interno ed è entrato, il nostro è uscito» (Bologna-Spal 0-1), o «se c’era una squadra che doveva passare in vantaggio dovevamo essere noi» (Bologna-Inter 0-3), o ancora «in quattro partite il nostro portiere non ha ancora fatto una parata degna di nota» (Genoa-Bologna 1-0). Il tifoso del Bologna è maturo e scafato, ha imparato ad accettare la sconfitta pur non essendoci ancora avvezzo del tutto (in fondo ha sette scudetti, quasi otto, iscritti nella sua bacheca mentale e nel suo genoma sportivo). Perdere è già fastidioso di per sé. Non importa condire la sconfitta con scuse retoricamente ineccepibili come «a noi i rimpalli respingono tiri che sarebbero entrati in porta, a loro fanno arrivare il pallone davanti allo specchio» (Bologna-Atalanta 1-2).
Ci basta un allenatore che ammetta l’evidenza della sconfitta, nella sua nudità. Non sono una decina di rimpalli, sommati insieme, a spiegare il diciassettesimo posto di oggi, gli 80 centesimi di punto in media a partita, i 9 gol fatti, lo spettacolo latitante chissà dove. Meno rimpalli e più autocritica. In attesa dei punti, chiediamo troppo?

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